Il presidio
Inchiesta pubblica per i gessi rossi della cava di Montioni
La Regione finanzia con 38.000 euro il progetto di Gavorrano Tre mesi di incontri per decidere dove stoccare gli scarti
GAVORRANO. Circa trecentomila metri cubi l’anno, a tanto ammontano gli scarti di lavorazione del biossido di titanio prodotto dalla Huntsman Tioxide.
I rifiuti contribuiscono per circa il cinquanta percento alla produzione di rifiuti speciali totali della Provincia di Grosseto e rappresentano una delle principali problematiche dell’area critica della piana di Scarlino.
Ma la questione dello stoccaggio è aperta da anni e intanto la cava di quarzite di Montioni, l’area individuata dalla Regione e dall’azienda per il deposito dei gessi, a breve sarà satura.
Dove andranno a finire i gessi rossi? Tutti i territori sono potenzialmente nuovi destinatari di questi rifiuti, qualificati come speciali e non pericolosi, ma i comuni di Follonica, Gavorrano e Scarlino da soli non sono riusciti a giungere ad un accordo.
Per sopperire al problema la regione Toscana ha accolto le richieste del comune di Gavorrano e finanzierà con trentottomila euro le procedure di “dibattito pubblico”, un nuovo strumento legislativo figlio del diritto francese, più completo dell'inchiesta pubblica, nel quale verranno coinvolte le comunità interessate con l’obiettivo di far partecipare anche i cittadini, al fine di determinare la migliore soluzione possibile, anche attraverso il coinvolgimento diretto della Huntsman Tioxide.
«Abbiamo partecipato al bando per l’inchiesta pubblica – spiega il sindaco di Gavorrano Elisabetta Iacomelli – e la Regione ha scelto il nostro progetto insieme a quello per il porto di Livorno come progetti pilota sui quali provare questa nuova procedura di dibattito pubblico gestito dalla Regione. Ci sono stati riconosciuti trentottomila euro e il 16 dicembre è stato emesso un bando pubblico per l'individuazione del coordinatore del dibattito nel quale, insieme ai comuni, saranno presenti anche i rappresentanti della regione». Proprio Gavorrano potrebbe essere il destinatario degli scarti, la cava della Vallina, insieme a quella della Bartolina, già in passato erano infatti state chiamate in causa; ma Iacomelli precisa: «sulla base dell’accordo volontario sul riutilizzo dei gessi rossi siglato in data 24 febbraio 2004 è previsto l'impiego di cave dismesse, mentre a Gavorrano le cave sono tutt’oggi attive».
Il dibattito pubblico dovrebbe partire a breve, forse già a febbraio, e la sua durata sarà di tre mesi con la proroga di un mese se ritenuto necessario; quindi prima della stagione estiva verrà individuato il nuovo sito di stoccaggio dei materiali.
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