L'assessore: «Abbiamo salvato 100 pini dalle Ferrovie»
Grosseto, dopo le polemiche per gli abbattimenti in via Caravaggio, Monaci difende il suo operato: «Siamo pronti al confronto»
GROSSETO. Cento alberi abbattuti in un anno, 250 quelli messi a dimora. E cento – il dato è freschissimo – salvati dalla mannaia delle Ferrovie dello Stato.
Non è la prima volta che l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Giuseppe Monaci, finisce nel mirino per gli abbattimenti di pini, cipressi e altri alberi.
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Dopo le critiche suscitate dagli abbattimenti a Principina a mare, necessari per la moria di pini marittimi colpiti da un insetto fatale, un mese fa il Comune ha dovuto riaccendere le motoseghe e tagliare otto pini sani in via Caravaggio a Grosseto, lungo i binari. «Ma – spiega Monaci – a chi ci accusa di aver abbattuto gli alberi senza motivo voglio dire che è solo grazie al Comune se gli alberi abbattuti sono solo otto. Perché le Ferrovie ci avevano imposto di abbatterne 105».
A costringere alla dolorosa decisione stavolta non è stato, infatti, un insetto parassita ma Rfi che, dopo 35 anni, ha rispolverato una vecchia norma del 1980 (il Dpr 753) che obbliga a eliminare gli alberi che si trovano a una distanza dal piede del rilevato ferroviario pari all’altezza dell’albero più due metri. La norma serve a proteggere la ferrovia: in caso di calamità naturali gli alberi potrebbero infatti cadere sui binari.
«Quei pini – spiega Monaci – hanno un’altezza dagli 8 agli 11,5 metri e si trovano in media a 10 metri dal rilevato». Secondo il citato decreto, invece, un albero alto, ad esempio, 11 metri dovrebbe stare a non meno di 13 metri. «Secondo Ferrovie – spiega Monaci – sono 105 gli alberi che andrebbero eliminati e questo ci hanno chiesto di fare. A quel punto, senza lanciare allarmismi in città, ci siamo a lungo confrontati con Rfi fino a isolare un primo nucleo di 35 alberi più pericolosi e li abbiamo segnati con un cerchio bianco».
È a questo punto che alcuni cittadini si sono allarmati. «Ma di questi 35 – dice l’assessore – siamo riusciti a tagliarne solo otto, nella piazzetta dello stadio, sostituendoli con sei olivi, che sono più bassi e quindi rispettano il parametro ritenuto di sicurezza».
E gli altri 27? «Abbiamo comunicato a Ferrovie che non vogliamo buttarli giù ma adottare soluzioni che impediscano che le piante cadano verso il rilevato – spiega Monaci – e credo che ce lo debbano consentire perché, dopo 35 anni, la tecnica ce lo permette».
I primi esperimenti di potatura non hanno dato risultati soddisfacenti, né dal punto di vista estetico né per la salute degli alberi. «Perciò – dice Monaci – procederemo con cinturazioni, cavi e altre soluzioni».
Soluzioni che hanno un prezzo. «Non abbiamo fatto un calcolo preciso ma penso che potrà costare sui 50.000 euro. A questo punto, però, mi preme fare delle precisazioni su cose che si sono sentite nei mesi scorsi».
Il riferimento è all’accusa, giunta da un comitato ambientalista, che dietro i tagli si celino interessi sulla produzione di cippato. «Se da un pino adulto si può ricavare al massimo 90 euro di cippato – dice Monaci – il costo del cantiere per abbattimento, trasporto, cippatura, stoccaggio e carico è molto superiore. Tanto che l’anno scorso a Principina abbiamo trovato non senza difficoltà una ditta disposta a fare il taglio gratuito».
Monaci difende anche i piani di potatura e abbattimenti «che sono parte del razionale trattamento degli alberi, sia in bosco sia in città», e rivendica i tanti alberi piantati. «Nel 2015 – dice – abbiamo tagliato meno di 100 alberi e ne abbiamo messi a dimora 250. Anche in questi giorni stiamo mettendo a dimora nuove piante in via Sonnino e altre ne metteremo presto in via Amendola, Alfieri, Gramsci. Il verde pubblico è cresciuto negli ultimi anni in città a ritmo impressionante: ogni anno prendiamo in carica diversi ettari: solo nel 2015 circa 10 ettari in più. Abbiamo 39 parchi e 240 ettari di verde pubblico».
Infine un messaggio ai cittadini: «L’ufficio manutenzioni esamina severamente le moltissime richieste di tagliare le piante divenute fonte di pericolo per case o fogne, o marciapiedi e strade. Noi tagliamo solo dove necessario e indispensabile e siamo pronti a qualsiasi confronto sulle giustificazioni di un taglio, pianta per pianta».
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