Il presidio
Spaccio nella cabina telefonica Presi dopo l’inseguimento
GROSSETO. La centrale dello spaccio era una... cabina telefonica. È lì dentro secondo gli appostamenti della guardia di finanza che facevano capo ordini e smistamenti. È la cabina telefonica di via...
GROSSETO. La centrale dello spaccio era una... cabina telefonica. È lì dentro secondo gli appostamenti della guardia di finanza che facevano capo ordini e smistamenti. È la cabina telefonica di via Fabio Massimo, protagonista involontaria di una storia fatta di uomini, donne, bustine di eroina, soldi e scambi.
Sabato però, la cabina del telefono è tornata “libera” di essere utilizzata solo per chiamare.
Due pattuglie della guardia di finanza sono intervenute alle 15,30 e hanno intercettato tre tunisini che entravano appunto nella cabina telefonica in via Fabio Massimo.
Uno dei tre uomini si era appena inginocchiato e aveva tirato fuori un bilancino di precisione e alcune dosi di eroina. Un altro invece stava facendo il palo controllando la zona. Il terzo uomo, invece era il cliente con il quale i due si erano dati appuntamento.
La pattuglia in borghese ha deciso di intervenire senza aspettare altro tempo.
Il cliente ha cercato di scappare, inseguito da un finanziere che però non è riuscito a fermarlo.
I due spacciatori hanno invece cercato di disperdere la droga e poi hanno colpito gli uomini delle fiamme gialle con calci e pugni nel tentativo di scappare. Ma non ce l’hanno fatta. In quel momento è arrivata anche una pattuglia di finanzieri in divisa che hanno bloccato i due spacciatori e li hanno ammanettati, sotto gli occhi degli abitanti della zona che sono usciti in strada.
Una volta portati in caserma a sirene spiegate ai due sono stati trovati 13 grammi di eroina, un bilancio e 700 euro in contanti.
I due uomini, di 25 e 38 anni, entrambi nordafricani non avevano il permesso di soggiorno.
Sono stati denunciati entrambi per spaccio in concorso, resistenza a pubblico ufficiale e per aver violato anche la legge sull’immigrazione.
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