Per il settore agricolo due idee da 13 milioni
Paolo Rossi illustra il Toscolio e La Maremmana, progetti che coinvolgono più di 100 aziende
GROSSETO. Da una parte c’è il Toscolio, dall’altra la Carne bovina Maremmana: parliamo di due progetti clou per il futuro del settore agricolo maremmano, da più di 13 milioni di euro complessivi e con oltre 100 aziende coinvolte. Li illustra Paolo Rossi, direttore di Confagricoltura Grosseto, mettendo l’accento sugli strumenti di cui oggi il settore primario può avvalersi.
Qui olio: il Toscolio. «Il Toscolio – dice Rossi – ha una dote di cinque milioni e mezzo di euro e comprende aziende private, associazioni di categoria, centri universitari di ricerca. Punta allo sviluppo della produzione di olio extravergine d’oliva per garantire più reddito e migliorare la qualità del prodotto introducendo nuove tecniche di coltivazione e raccolta. Sono quasi 30 le aziende private, due frantoi, aziende di confezionamento e organizzazione del prodotto, attività di promozione e centri di ricerca (il Cnr delle Università di Pisa e Firenze)». Il progetto prevede la messa a dimora di nuovi ettari di impianti, con nuove tecniche di produzione, che puntano a migliorare redditività e qualità del prodotto. Si tratta di impianti tradizionali, intensivi e super intensivi che prevedono nuovi sistemi di potatura e raccolta meccanizzata.
Qui carne: la Maremmana. «L’altro progetto – spiega Rossi – prende il nome di Carne bovina Maremmana ed è inserito nel piano integrato di filiera 2015. Ha un valore complessivo di otto milioni e duecentomila euro e si propone di valorizzare e rilanciare la produzione di carne bovina nel territorio maremmano. Negli ultimi anni tale produzione ha vissuto una stagione di crisi che ne ha determinato una progressiva contrazione».
Il rilancio. «La storica vocazione alla zootecnia della Maremma è in rilancio – aggiunge Rossi – per la filiera produttiva della carne e lo è grazie all’apertura del nuovo mattatoio, struttura funzionale tanto auspicata dal mondo agricolo locale, necessaria a fornire servizi agli allevatori per contenere i costi di produzione e costituente l’anello di chiusura della filiera». Lo scopo del progetto è anche quello di creare un prodotto nuovo con caratteristiche organolettiche e qualitative uniche che si richiamino al territorio maremmano. L’idea è: puntare sull’incentivazione della linea vacca-vitello seguendo le modalità di allevamento tipico della razza Maremmana. Obiettivo ulteriore, l’istituzione di un marchio. «Noi ci abbiamo messo la faccia – sottolinea Rossi – adesso tocca ad altri guadagnare la fiducia di chi vive di agricoltura. Non dimentichiamo che per essere il volano della agricoltura toscana dobbiamo rivedere il concetto del Distretto rurale, e individuare dentro il Piano di Sviluppo Rurale tutto quanto è necessario per offrire assistenza e valorizzazione verso chi non riesce a gestire i piani di crescita».
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