Minacce via mail Faccia a faccia Corazzesi-Tinacci
GROSSETO. Qual è il giudice che si deve occupare delle minacce e delle ingiurie che il tecnico del volley aveva ricevuto per mail? Quello di pace, davanti al quale ieri si è tenuta la prima udienza,...
GROSSETO. Qual è il giudice che si deve occupare delle minacce e delle ingiurie che il tecnico del volley aveva ricevuto per mail? Quello di pace, davanti al quale ieri si è tenuta la prima udienza, oppure quello ordinario del Tribunale? Questa seconda ipotesi è stata prospettata dal difensore di Auro Corazzesi, l'avvocato Riccardo Lottini, che ha ravvisato nell'anonimato delle missive un'aggravante tale da spostare la competenza al Tribunale: «La minaccia è sempre odiosa, non sapendo da chi è arriva è più intensa», ha detto il legale, facendo notare che per risalire al mittente era stato necessario rivolgersi alla polizia postale.
Il giudice Simonetti non ha però ancora deciso. Ha rinviato a febbraio il processo che vede imputato Riccardo Tinacci, il dirigente del volley chiamato in causa dalla Procura perché ritenuto autore o comunque mittente di almeno tre messaggi che hanno costituito l'oggetto della querela. E dovrà decidere anche sulla congruità della proposta risarcitoria formulata dallo stesso Tinacci.
L'avvocato Silvia Falconi, che tutela il dirigente, ha invitato il giudice a conservare la competenza, anche perché - decidendo adesso - sarebbe costretto a entrare nel merito. E poi, ha precisato, «le ingiurie non arrivano da caselle di posta elettronica ma dalla compilazione di un form. E anticipo che, qualora il processo dovesse andare avanti, chiederò una perizia. Solo l'istruttoria potrà dire se quelle missive sono anonime o no». Il difensore di Tinacci, evidenziato che il mondo della pallavolo «è diventato un covo di querele» (altri procedimenti sono aperti anche di fronte al giudice civile), ha lamentato quella che a suo dire è una strumentalizzazione della vicenda: «Tre giorni fa il mio assistito ha formulato una proposta risarcitoria, da 700 euro», ha detto allegando l'assegno. Lottini non ritiene però congrua l'offerta, pur proveniendo da fonte seria e affidabile. Il giudice ha aggiornato l'udienza: si riserva la pronuncia di competenza all'esito dell'istruttoria e, all'udienza di febbraio, farà il punto sul risarcimento. A quell'udienza dovranno presentarsi anche Corazzesi e Tinacci. Ci sarà un faccia a faccia. (p.s.)
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