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Ha tentato il suicidio in cella infilando la testa in un sacchetto

Ha tentato il suicidio in cella infilando la testa in un sacchetto

CASTEL DEL PIANO. Ha tentato di uccidersi mettendosi un sacchetto in testa, cercando di soffocarsi stringendolo intorno al collo. Claudio Orlando, l'uomo di 45 anni fermato dai carabinieri e...

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CASTEL DEL PIANO. Ha tentato di uccidersi mettendosi un sacchetto in testa, cercando di soffocarsi stringendolo intorno al collo. Claudio Orlando, l'uomo di 45 anni fermato dai carabinieri e accusato di aver ucciso suo zio è stato salvato dagli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Velletri, dove lunedì si è svolta la convalida del fermo. Orlando è stato trasferito immediatamente nell'infermeria dell'istituto penitenziario in attesa di una valutazione medica al pronto soccorso.

L'amministrazione del carcere ha chiesto anche l’intervento di uno psicologo per valutare le sue condizioni.

Da sabato, quando l’uomo è stato fermato, non ha detto una parola. E ha scelto di restare in silenzio anche davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Velletri che ha convalidato il fermo emesso dal sostituto procuratore Laura D’Amelio.

Una «carriera criminale», come l’hanno definita gli investigatori che hanno svolto le indagini sull’omicidio di Tucci, che è arrivata all’apice proprio con l’uccisione dello zio. Ci sono infatti vari precedenti nel passato giudiziario di Claudio Orlando. Ci sono furti, ricettazioni, resistenza a pubblico ufficiale, sostituzione di persona. Ma c’è anche un precedente risalente al 1994, quando Orlando allora ventiquattrenne fu arrestato per aver sequestrato e accoltellato l’allora fidanzata.

La relazione era andata avanti dieci mesi, poi si era interrotta. Tre settimane dopo la rottura, la ragazza, allora 21 anni, di Genzano, allieva infermiera, era stata accoltellata in una strada del paese, poi era stata caricata su un’auto, era stata minacciata, era stata abbandonata in campagna. Autore di tutto era stato Orlando, che era stato poi arrestato non solo per sequestro di persona e porto abusivo del coltello ma anche per tentato omicidio. Dieci i giorni di guarigione della ragazza, colpita allo sterno soltanto di striscio. Era stata lei stessa, ancora ricoverata, a raccontare alla stampa di essere stata avvicinata alla fine del turno in ospedale, verso le 21.30, mentre era sulla sua Fiat 127 dalla Panda di Claudio: aveva accostato ed era stata aggredita dall’ex che gridava come una furia e che l’aveva accoltellata al petto. Sulla 127 i due si erano diretti verso la campagna: «Ti uccido, giuro che lo faccio».

Questa volta, probabilmente Orlando non ha detto nulla allo zio. Ma Tucci è morto, ucciso - sono convinti gli investigatori - per mano di Orlando.

(f.g.)

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