Il Pecora non fa paura Lavori quasi al termine
Ancora pochi mesi per l’apertura della nuova cassa di laminazione Il progetto di messa in sicurezza è stato finanziato dallo Stato con 7 milioni
SCARLINO. Presidente, a che punto siamo con i lavori? «Al 69,2 per cento» risponde Giancarlo Vallesi, presidente del Consorzio di Bonifica Costa.
Attorno i camion viaggiano senza sosta in un enorme campo sterrato su cui è pronta a nascere la nuova cassa di laminazione e poco più in là il lento scorrere del fiume Pecora. Siamo sui campi di Scopaione, nello scarlinese a due passi dal confine con Follonica, i due Comuni interessati dal corso d’acqua e preoccupati delle sue piene. «Con questi interventi, vogliamo contenere il rischio idrogeologico per il territorio» dicono gli amministratori, anche loro nel cantiere. E questa cassa di laminazione, capace di contenere fino a un milione di metri cubi d’acqua una volta terminata, sembra essere un grosso balzo in avanti verso la sicurezza. «Tempo permettendo – riprende Vallesi – il progetto sarà terminato entro marzo 2016». Nell’alta Maremma insomma c’è da resistere un ultimo inverno e poi sarà possibile tirare un sospiro di sollievo. Con il 70% dello stato d’avanzamento è possibile dire che i lavori sono a buon punto insomma. Anche se, a onor del vero, rispetto al cronoprogramma siamo lievemente in ritardo: colpa del maltempo, che spesso ha dovuto far interrompere gli interventi in corso nel cantiere. La parte più importante di questo progetto di messa in sicurezza, finanziato per 7 milioni dallo Stato, riguarda appunto la cassa di laminazione e su questa i lavori sono davvero a buon punto. «Qua siamo all’ottanta per cento» spiega il presidente del Consorzio. La nuova opera sarà quindi in grado di invasare circa 900mila metri cubi di acqua e sarà associata ad altre opere complementari di adeguamento delle sezioni di deflusso (sia del Fiume Pecora, nel tratto immediatamente a valle della cassa e sino alla linea ferroviaria, sia del canale demaniale d'irrigazione denominato Gora delle Ferriere) mediante risagomatura dell'alveo e rialzo delle arginature. Tutto questo, una volta terminato, consentirà di alleviare i rischi di disastri (vedi quello del Puntone a gennaio 2014) durante l’inverno e la stagione piovosa. Ma da qui a marzo 2016, quando il cantiere dovrebbe essere riconsegnato, mancano ancora altri interventi, come il rafforzamento degli argini di destra del Pecora, lo sfioratore e un allargamento di alcuni tratti del Gora Ferriere. «È l’esempio di una buona gestione» dice il sindaco scarlinese Marcello Stella, vedendo che i lavori sono ormai a buon punto. Il vice sindaco di Massa Marittima, Luana Tommi, guarda invece al metodo usato nel portare avanti questo percorso tra tutti i soggetti coinvolti. «Con cadenza regolare ci siamo incontrati per valutare lo stato di avanzamento dei lavori – dice – speriamo che nella prossima occasione possiamo dire: missione compiuta». Sulla stessa linea anche il vice follonichese, Andrea Pecorini, che vede un po’ più al sicuro la sua città, visti anche i progetti nel cassetto. «Nella zona nord di Cassarello abbiamo un piano di lottizzazione da duecentocinquanta appartamenti e questi lavori possono far star tranquilli quando le case verranno costruite».
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