Il Tirreno

Grosseto

IL GIALLO

La vita del pensionato passata al setaccio

di Francesca Gori
I Ris davanti alla casa del pensionato trovato morto (Bf)
◗
I Ris davanti alla casa del pensionato trovato morto (Bf)

Castel del Piano, gli investigatori seguono una pista precisa: sentiti amici e familiari di Antonio Tucci. Conosceva la persona che lo ha ucciso

3 MINUTI DI LETTURA





CASTEL DEL PIANO. Qualcosa è scomparso, dall’appartamento di Antonio Tucci. Pochi soldi, qualche gioiello, il suo telefono cellulare. Se il pasticcere originario di Castellamare di Stabia è stato davvero ucciso durante un tentativo di rapina, il bottino è stato magro. Ieri mattina, i carabinieri del Ris di Roma hanno lasciato Castel del Piano con i reperti che sono stati raccolti nell’abitazione al pianterreno. In quella cucina, nella camera del settantunenne, nel bagno e nel corridoio. Tracce biologiche e tracce di sangue, che potrebbero appartenere anche a chi ha aggredito e ucciso Tucci.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12583007:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/12/08/news/ucciso-a-bastonate-nella-casa-a-soqquadro-1.12583007]]

Non c’è ancora un nome da scrivere. Ma ci sarebbero indizi raccolti dagli investigatori, coordinati dal procuratore capo di Grosseto, Raffaella Anna Maria Capasso e dal sostituto Laura D’Amelio che vanno in una direzione precisa. Tanto che i militari stanno continuando a sentire conoscenti e parenti dell’uomo trovato morto a Castel del Piano domenica pomeriggio. Quando un uomo, con un trolley al seguito e un berretto calato sulla testa, sarebbe stato visto uscire proprio da quel portone.

In pochi avevano accesso a quella casa. Una manciata di amici che ogni tanto andavano a trovare Antonio, la nipote della sua ex compagna, Alessia Lorenzoni e la sua assistente domiciliare, Fabiola Bianchi. Due donne che si occupavano di lui, una volta rimasto solo a Castel del Piano. E poi c’era un nipote che abita a Roma e che ogni tanto veniva a trovare l’ex pasticcere sull’Amiata. «L’ho visto l’ultima volta verso la fine di ottobre - dice Alfiero Cerboni, proprietario dell’appartamento dove viveva Antonio Tucci - Avevo suonato alla porta di casa di Antonio perché c’era una bicicletta nell’androne del palazzo e non volevo che stesse lì». Una bicicletta da uomo. «Il giorno dopo però - aggiunge Alfiero - ce n’era anche una da donna». Ma dopo quella visita avvenuta intorno al 20 di ottobre, l’uomo non è stato più visto a Castel del Piano.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.12594982:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12594982:1652080109/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Antonio Tucci potrebbe essere stato ucciso domenica scorsa in quella cucina che si affaccia su Montelaterone. Ma l’omicidio potrebbe essere avvenuto anche sabato sera. Fabiola Bianchi ha dato l’allarme domenica pomeriggio dopo aver provato più volte a chiamare l’uomo che assisteva. «Io l’ultima volta l’ho visto sabato mattina - dice ancora Cerboni - era sereno e anche felice perché aveva comprato una nuova tv». Dal sabato alla domenica, chi è entrato nell’appartamento ha avuto il tempo di uccidere Tucci, di cercare e trovare quel poco che il pensionato aveva in casa e allontanarsi. Ma quella che sembra essere la pista più convincente è quella che porta comunque a qualcuno che Tucci conosceva bene, tanto da aprire la porta di casa sua.

Non sono stati trovati segni di effrazione. La serratura della porta non è stata forzata e nemmeno la finestra della cucina, quella che si affaccia su Montelaterone.

Ieri all’obitorio dell’ospedale Misericordia di Grosseto si sarebbe dovuta svolgere l’autopsia sul corpo del settantunenne. Ma è stato tutto rimandato di qualche giorno. Quattro o cinque sarebbero le piste seguite dagli investigatori. Anche se una sembra essere la più convincente per dare un nome e un volto a chi ha ucciso il pensionato che aveva quattro sorelle e otto nipoti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani