Lunedì un incontro per spiegare ai cittadini il porta a porta
«I ritardi di alcuni comuni sono dovuti alla diversificazione del passaggio da un modello municipale ad uno aggregato». Un totale di 106 comuni da gestire per l’Ato Toscana Sud, una macchina nuova...
«I ritardi di alcuni comuni sono dovuti alla diversificazione del passaggio da un modello municipale ad uno aggregato».
Un totale di 106 comuni da gestire per l’Ato Toscana Sud, una macchina nuova da mettere in moto con tutte le complessità del caso.
Performance, modelli e costi sono molto diversi, così l’Ato sta pagando lo scotto di questo cambio di passo.
Questo, in sintesi, il pensiero del direttore Andrea Corti, che riassume così i ritardi nel portare avanti uno sviluppo del servizio della raccolta differenziata. «Quello che ha fatto Ato da maggio - sottolinea - è di demandare non più all’assemblea di 106 sindaci, ma di singole aree, la decisione dei servizi. Ci sono 17 aree omogenee, ma trovare un equilibrio tra tutti i comuni è difficile, ci sono comuni diversi tra loro come Magliano, Orbetello e Monte Argentario. I sindaci o gli assessori spesso sono anche rappresentanti dell’Ato. C’è comunque un lavoro che sta partendo e che incontra delle difficoltà, ma i frutti possono venire dalla nuova configurazione organizzativa. Tenere insieme 106 sindaci che fino a ieri decidevano singolarmente non è certamente una cosa da sottovalutare».
Nel frattempo però, proprio in virtù dell’aumento della percentuale della raccolta differenziata nel comune di Monte Argentario, lunedì 14 alle 9 nella sala consiliare di Porto Santo Stefano ci sarà un incontro pubblico con cittadini e residenti di via Panoramica, via Lividonia ed altre piccole aree per l’estensione del porta a porta.
Sei Toscana sarà presente per spiegare le modalità, mentre entro la fine del mese di dicembre saranno consegnati kit e mastelli per far partire il tutto per gennaio nelle vie interessate dalla novità. «Da parte di SeiToscana - dicono dall’azienda - siamo disponibili ad attivare nuovi servizi sul territorio, collaborando con tutte le amministrazioni. Adesso, avendo un gestore unico che gestisce 106 comuni e 3 province, bisogna confrontarsi con l’Ato che dà il via ai nuovi servizi. Ci possono essere dei ritardi - conclude - dovuti a tempi tecnici proprio per questo motivo». (a.c.)
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