Il Tirreno

Grosseto

Il profilo Facebook per trovare i figli

di Fiora Bonelli
Il profilo Facebook per trovare i figli

Il pensionato andava a comprare le sigarette alla tabaccheria Rotellini: «Diceva di non farcela ad arrivare a fine mese»

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CASTEL DEL PIANO. Sconosciuto ai più. Ma non proprio a tutti.

Antonio Tucci, il settantunenne di Castel del Piano che sarebbe stato ucciso a bastonate nella sua abitazione di Castel del Piano, in piazza Rosa Guarnieri Carducci, lo conoscevano davvero in pochi: i proprietari dell’appartamento della palazzina al numero 13, le assistenti domiciliari, gli infermieri che due volte alla settimana andavano a medicarlo.

Ma quando ancora camminava bene, Tucci frequentava la tabaccheria Rotellini di corso Nasini, e lo faceva già quando la tabaccheria si trovava in un altro spazio del paese.

Il tabaccaio, Giulio Rotellini, ha fatto un balzo quando ha saputo della terribile tragedia che era capitata al settantunenne.

Il Tucci era un habitué di quella tabaccheria e qualche volta giocava al lotto oltre che acquistare le sigarette, uno dei pochi vizi che si poteva concedere con la sua piccola pensione. «È sempre venuto qui da me - racconta Giulio Rotellini, proprietario della tabaccheria - anche quando avevo l’altro negozio. Prima arrivava con una Ypsilon 10 e poi dopo qualche anno, con una Panda verde che lasciava sempre qui vicino perché camminava malissimo e gli ci volevano minuti per fare pochi metri. Ogni tanto, raramente, però, giocava anche al lotto». E qualche volta il settantunenne in tabaccheria è andato insieme a un nipote. «Un paio di volte è venuto anche col nipote che abita fuori da Castel del Piano e che lo accompagnava in queste sue rarissime uscite - dice Rotellini - Un giovane che cercava lavoro, figlio, pare, di un figlio o una figlia del Tucci».

Antonio Tucci qualche rapporto con i nipoti che abitano nella zona dei Castelli romani, lo aveva mantenuto. E anche con la sorella.

Il nipote maschio è stato visto anche dai proprietari dell’appartamento una quindicina di giorni fa a casa del Tucci e pare anche che in queste ore si sia fatta viva da Roma una nipote informata della tragedia che era successa a Castel del Piano.

«Diversi mesi fa - continua il tabaccaio - Antonio Tucci aveva anche acquistato un cellulare. E voleva poter usare Internet, perché avrebbe potuto forse, in questo modo, rivedere i suoi figli attraverso Facebook». E infatti il profilo di Tucci compare nel social network con una sua fotografia, tratta da un documento ufficiale, perché si intravede tanto di bollo in un angolo della fotografia.

Sotto quella foto anche il commento affettuoso di una sua nipote da Roma, forse quella che, alla notizia della tragedia, ha avuto il desiderio di venire a trovare lo zio barbaramente ucciso nella montagna amiatina. «Se lo hanno davvero ucciso per denaro - commenta il tabaccaio - non so quanto possano averne ricavato. Ogni tanto diceva di fare fatica ad arrivare alla fine del mese e per acquistare il cellulare era venuto diverse volte a informarsi dei costi e delle opportunità di acquisto. Era molto attento, insomma. Come ci si può accanire con una persona così, disabile e che non navigava di sicuro nell’oro?».

Intanto le indagini dei carabinieri proseguono. I Ris che da lunedì stanno lavorando al caso nella casa di Piazza Rosa Guarnieri Carducci, hanno dormito a Castel del Piano nell’Albergo Da Venerio e di buon mattino, ieri, hanno ricominciato le loro analisi, prelievi e tutto ciò che serve per capire cosa sia successo in quell’appartamento, quando sia accaduto l’omicidio e soprattutto chi abbia inferto al Tucci i colpi mortali. Il lavoro dei Ris dovrebbe, pare, terminare entro martedì.

Nel Piazzone, davanti alla casa dove Tucci è stato trovato morto anche ieri il via vai di persone era continuo. Persone con il punto interrogativo stampato in faccia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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