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Infermieri in agitazione «L’Asl non assume più»

di Giovanna Mezzana
Infermieri al lavoro
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Infermieri al lavoro

Grosseto, i sindacati: concorsi bloccati, graduatorie esaurite, si va avanti con gli interinali E sono una quarantina gli operatori sanitari precari con il contratto in scadenza

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GROSSETO. In Maremma e in Toscana ci sono centinaia di infermieri a spasso – disoccupati pur con in tasca i titoli richiesti – e l’Asl 9 non assume, nonostante negli ospedali di Grosseto e della Provincia ce ne sia “bisogno” come del pane sulla tavola. È la denuncia dei sindacati del personale infermieristico Nursing up e di base Usb che sono sul piede di guerra per almeno quattro motivi: parliamo di uno status quo complessivo che non si riverbera solo sulla categoria ma che ha effetti anche sui servizi offerti ai cittadini.

Blocco al turn over. Parlano di «farsa delle assunzioni» gli infermieri. Perchè? Ammettiamo ottimisticamente che domani dalle alte gerarchie della sanità toscana arrivi il nulla osta ad assumere personale negli ospedali della Maremma. Ebbene, «se ciò avvenisse, ci sarebbe un’estrema difficoltà a reperire il personale – spiega Marco Marocco, rsa Nursing Up Grosseto – Da tempo non vengono banditi concorsi a livello regionale e le graduatorie sono ormai esaurite». Tradotto: non c’è più personale da assumere. Si è seccato quel vivaio in cui venivano custoditi – parcheggiati – i professionisti abilitati in attesa di essere assunti non appena si fosse manifestato il fabbisogno. E al contempo ci sono «delibere di assunzione per infermieri e operatori socio sanitari – si legge in una nota di Nursing up e Usb – pronte da mesi che rimangono ferme a marcire». Eppure i pazienti devono essere assistiti: al pronto-soccorso, nei reparti, ai centri territoriali. C’è necessità di personale infermieristico. Lo testimonia il fatto che, tra un round e l’altro e con il cavallo di Troia della necessità di coprire le ferie estive, sono arrivati ad essere una quarantina gli infermieri reclutati per l’Asl 9 ricorrendo all’interinale, il contratto per eccellenza della precarietà. Tra bandi bloccati dall’Estar, l’ente del servizio sanitario regionale attivo da fine 2014 e che ha competenza sul fronte delle procedure per il reclutamento del personale, norme e rimandi, «sembra si sia creata la situazione ad hoc per utilizzare massicciamente i lavoratori interinali» nota il rappresentante di Nursing up. E come se non bastasse, a questa quarantina di infermieri sta per scadere il contratto. «Se non verranno rinnovati – sottolinea Marocco – si dovranno chiudere dei reparti». Questa è la situazione.

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Gap di comunicazione. Sono mesi di transizione per la sanità Toscana e lo sono anche per quella del Sud della Regione dopo la recente unione delle tre Asl Grosseto, Siena, Arezzo. E secondo gli infermieri si sta verificando ciò che per mesi cittadini e addetti ai lavori hanno temuto: un ruolo residuale giocato dalla Maremma sul campo della sanità dopo il battesimo della super Asl a tre teste. «La direzione aziendale è ormai priva di reali poteri decisionali e organizzativi – scrivono Nursing up e Usb in una nota – e non è più in grado di dare risposte alle sempre più pressanti richieste di chiarimento e di aiuto che gli operatori sanitari richiedono per garantire un’assistenza e una cura non si dice eccelse ma per lo meno sufficienti». «È diventato ormai impossibile non solo avere un incontro ma anche semplicemente dialogare – aggiunge Marocco – con il vice commissario Daniele Testi, che è sempre a Siena».

Macché intensità di cura. Guardiamo il presidio ospedaliero di Grosseto. E quella palazzina che avrebbe dovuto ospitare “l’ospedale per intensità di cura”. La logica che giustificava quell’investimento era: in futuro sarò ricoverato non in base alla patologia che ho, ma per il livello di cure (intensità) di cui ho bisogno. «Il piano sanitario regionale – interviene Marocco – non prevede più la chirurgia per intensità di cure. Siamo di fatto tornati a ricoverare in base alla patologia, siamo tornati indietro ai vecchi reparti specialistici». E il fiume di denaro speso per quella struttura ospedaliera? «Inutile – denunciano i sindacati – così come gli investimenti in termini di formazione, competenze, professionalità» funzionali all’ex progetto sanitario. Per queste ragioni, inclusa l’applicazione della normativa europea sulle 11 ore di riposo – «una buona norma mal applicata» – infermieri e operatori socio sanitari dell’Asl 9 proclamano lo stato di agitazione.

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