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Sipe Nobel, un recupero ancora al palo

Sipe Nobel, un recupero ancora al palo

ORBETELLO. Se qualcosa si muove per la Sitoco, la Sipe Nobel sembra sempre al palo. È quanto sostiene la proprietà di quest’ultima - società Sant’Angelo - che interviene nel dibattito sul recupero e...

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ORBETELLO. Se qualcosa si muove per la Sitoco, la Sipe Nobel sembra sempre al palo. È quanto sostiene la proprietà di quest’ultima - società Sant’Angelo - che interviene nel dibattito sul recupero e le progettualità in corso in territorio orbetellano.

«Prendiamo atto dell’intensa attività della giunta Paffetti nella Regione Toscana in merito al recupero della ex Sitoco, per rilevare, con rammarico, la differenza di trattamento riservata dall’amministrazione in merito all’analoga richiesta della Sipe Nobel di procedere con il cambiamento di destinazione d’uso dell'area e al suo conseguente recupero e sviluppo. Se da un lato infatti c’è prodigalità di azione istituzionale e una esplicita e totale apertura verso le più varie destinazioni d’uso (ivi compresa la residenza), nel nostro caso, nonostante mesi di incontri e rassicurazioni verbali, non si registra altrettanto zelo da parte del Comune nel portare avanti il masterplan per il recupero della Sipe Nobel giacente agli atti ormai da più di un anno. Vani infatti sono stati fino a oggi i numerosi tentativi da noi intrapresi presso il Comune per instaurare un tavolo di lavoro e giungere all’avvio del necessario procedimento di variante urbanistica. E questo nonostante l’area Sipe Nobel rappresenti un contesto con tutti i numeri necessari per partire subito: zona di notevole interesse paesaggistico, non inquinata, già urbanizzata e pronta dunque al riuso; proprietà concreta e motivata, che non chiede un centesimo a nessuno, ma che anzi ha sempre sottolineato la possibilità di attivare proficui meccanismi perequativi per realizzare opere di interesse collettivo. Com’è facile capire l’operazione Sipe Nobel, data la sua natura ampia e variegata, porterebbe in ogni caso innumerevoli ricadute positive sul territorio, tali da giustificare anche un’ottimistica previsione in termini di crescita della esigenze abitative, ad oggi al contrario del tutto stagnanti. Non è dunque comprensibile l’atteggiamento di inerzia da parte degli attuali rappresentanti dei cittadini di Orbetello verso un’iniziativa che, nel risolvere un problema di degrado ambientale ormai non più rimandabile, porterebbe sicuramente sviluppo e opportunità di lavoro. Tutto questo anche domani e senza ricorso a soldi pubblici». (i.a.)

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