«Colonia ai privati: più posti di lavoro»
Il Comitato condivide la scelta dell’amministrazione, per il centrodestra lo stabile dovrebbe essere dato in gestione
FOLLONICA. Per il comitato “Salviamo la Colonia” il percorso scelto è quello giusto, per l'opposizione invece l'amministrazione sta commettendo l'ennesimo grave errore. Pareri discordanti sul piano per il recupero della Colonia Marina della giunta di Andrea Benini, oggi al centro del dibattito follonichese dopo l'annuncio dell'amministrazione della partecipazione a un bando pubblico per avere fino a due milioni utili a ristrutturarne una parte.
È senza ombra di dubbio uno degli argomenti che da anni oramai divide in due l'opinione pubblica del golfo: mantenere pubblica la proprietà dell'edificio della pineta di levante o venderlo ai privati? Continuare a utilizzare la Colonia per fini sociali oppure farla rinascere destinandola ad altre attività che siano maggiormente remunerative?
Il futuro della palazzina costruita nei primi del 900 è ancora tutto da definire anche se il Comune attraverso la richiesta di finanziamenti pubblici per ristrutturarla ha già segnato la strada che per adesso sarà percorsa: riuscire a sistemare la Colonia Marina, oggi in pessimo stato, e continuare a utilizzarne gli spazi per attività culturali e sociali.
La giunta Benini non dimentica quanto stabilito dal processo partecipativo voluto qualche anno fa dall'ex sindaco Eleonora Baldi per comprendere la volontà dei follonichesi riguardo proprio a quella palazzina: l'esito fu che secondo la maggioranza dei cittadini lo stabile deve restare pubblico.
E così adesso, visto che non ci sono i soldi necessari per recuperare l'edificio nelle casse comunali, il governo locale ha presentato un progetto per ricevere denaro dallo Stato per ristrutturarne almeno una parte. «Non so se sarà la volta buona (dipende dall'arrivo o meno del finanziamento), ma è la via giusta», così commenta la notizia Paola Mirolli, esponente del comitato nato proprio a tutela della proprietà pubblica della Colonia Marina. Di parere opposto invece è Sandro Marrini, capogruppo di Forza Italia, che da tempo oramai si occupa della questione avendo anche denunciato qualche settimana fa la pericolosità dell'edificio per chi ancora lo frequenta, considerato che secondo i tecnici del suo partito, mancano le certificazioni necessarie all'agibilità dello stesso.
Marrini non condivide l'utilizzo che la giunta attuale vuole fare della palazzina. «È davvero paradossale che l’amministrazione comunale di centrosinistra continui a insistere con la volontà di destinare ad uso sociale la Colonia marina – spiega il capogruppo di Fi - Siamo tutti d’accordo sulla necessità di mantenere la proprietà pubblica dell’immobile, ma è indispensabile affidare ai privati la gestione dell’edificio attraverso una concessione pluriennale. Ne siamo convinti perché questo è davvero l’unico modo per creare posti di lavoro per i giovani follonichesi e al contempo assicurare alla città una riqualificazione complessiva (e non solo parziale) dell’edificio».
Il piano dell’amministrazione infatti prevede di dedicare due porzioni della Colonia Marina all’emergenza abitativa e ad altre attività sociali che sarebbero gestite direttamente dal Comune e dagli enti pubblici. «Ma com’è possibile dare risposte alle emergenze se non si crea ricchezza? Una concessione temporanea affidata a privati porterebbe invece posti di lavoro che oggi mancano, in particolare in un momento di crisi. Il sociale si fa anche così, dando un’opportunità di occupazione ai follonichesi», conclude Marrini. Ora la decisione torna nelle mani dell’amministrazione anche se il destino della Colonia passerà da quel bando da due milioni di euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
