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Cavezzini choc: attacca il partito e non si ricandida
GROSSETO. E a proposito di Santa Barbara, patrona di tutti coloro che hanno a che fare con gli esplosivi, anche chi dalla riunione di ieri al Granduca si aspettava fuoco e fiamme ha avuto la sua...
GROSSETO. E a proposito di Santa Barbara, patrona di tutti coloro che hanno a che fare con gli esplosivi, anche chi dalla riunione di ieri al Granduca si aspettava fuoco e fiamme ha avuto la sua parte.
A fare esplodere la polveriera delle tensioni preelettorali in casa democratica ci ha pensato infatti Sabrina Cavezzini, sindaca di Scansano che – al termine del suo primo mandato – sembrava destinata alla fisiologica ricandidatura. La sindaca uscente infatti ieri ha deciso di uscire (definitivamente) di scena, sbattendo la porta e senza mandarla a dire rispetto alle ragioni della sua scelta maturata negli ultimi giorni.
L’addio l’avvocato Cavezzini l’ha affidato a una lettera letta da Barbara Pinzuti alla platea. Una lettera dai contenuti a dir poco pepati.
Esaurito in poche parole la solita scusa delle “ragioni di lavoro” – evidentemente assai marginali in questo caso – Cavezzini passa all’esplicito atto d’accusa politico.
In prima battuta evidenzia come il partito, a livello provinciale, non l’abbia appoggiata nella sua battaglia sui plessi scolastici di Scansano.
Poi ricorda le voci secondo le quali l’ex sindaco di Scansano (Marzio Flavio Morini, del Pd) sarebbe stato pronto a fare una lista contrapposta nel caso di una sua ricandidatura. Voci riportate da un articolo del Tirreno e mai smentite, né dall’interessato né dal partito.
Infine la sciabolata ai vertici provinciali dem: gli incontri programmatici con la popolazione promossi da Simiani sono andati tutti semideserti, quasi a dare un segnale.
Insomma, quanto basta per spingere la sindaca a salutare tutti, senza baci e abbracci.
Come se non bastassero le spine di Grosseto e Orbetello, per il Pd si apre il caso Scansano.
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