Palazzo termale di Sorano Il caso approda in Regione
Tre anni e mezzo fa l’inchiesta che paralizzò l’urbanistica in Comune: ritardi, ricorsi al Tar, soldi per avvocati: progetto al palo, M5S chiama in causa Firenze
SORANO. Da tre anni e mezzo il Comune di Sorano è paralizzato. A parte piccole ristrutturazioni non si può muovere mattone perché non mancano le norme urbanistiche necessarie. E così uno dei progetti che potrebbe rilanciare il territorio, la costruzione di un palazzetto termale alle Antiche Terme di Sorano (aperte anni fa), resta al palo, finisce al Tar e in un’interrogazione regionale del M5s.
Tutto nasce nel marzo 2012 quando il tranquillo paesino viene travolto da un’inchiesta per presunti abusi e corruzione per il completamento delle Terme. Sette tra amministratori, tra cui il sindaco, funzionari comunali e imprenditori finiscono nel mirino del pm Pizza.
Gli indagati respingono le accuse e incassano attestazioni di solidarietà. Senonché tra loro ci sono professionisti che stanno redigendo il regolamento urbanistico. Tutti, volontariamente, si dimettono e il regolamento si arena.
Passata la bufera, cambiata giunta (ma in continuità con la precedente) e cambiato anche il nome del regolamento urbanistico (ora si chiama piano attuativo), il Comune rifà la gara e trova nuovi professionisti. I lavori sono ripresi sono da pochi mesi e molti ne passeranno per avere gli strumenti urbanistici completati.
Nel frattempo però la società Antiche Terme di Sorano chiede di realizzare il suo palazzetto termale e chiede l’autorizzazione al Comune. Il quale, non avendo pronte le norme per decidere se autorizzare o no (vigono solo le norme di salvaguardia che consentono piccoli interventi), chiede lumi alla Regione. Che, però, in quel momento ha altro da fare.
Nasce da qui l’interrogazione del M5s. La Regione, dicono i consiglieri pentastellati, era troppo occupata a redigere la legge 65/2014. «I funzionari contattati dal dirigente soranese per un chiarimento – dice il M5s – consigliarono e pregarono di fare altrimenti». Il dirigente chiede all’Anci, ma qui la consulenza costa 4.500 e ci vuole più tempo. In attesa di una risposta, le Terme fanno ricorso al Tar. Alla fine la risposta del Comune arriva – negativa – quindi il Tar dichiara il ricorso improcedibile. Eppure lo condanna a pagare 1.500 euro di spese. Insomma, alla fine il Comune spende 6.000 euro. E su questo il M5s chiede lumi al governatore Enrico Rossi.
«Sì, siamo il comune con il reddito pro capite più basso, perché abbiamo tanti anziani ex coltivatori diretti», conferma il sindaco Carla Benocci. «E al progetto di palazzetto termale teniamo tantissimo: non abbiamo industrie e quella delle terme sarebbe una partita importante per il territorio».
Poteva risparmiare, Sorano, quei 6.000 euro? A Rossi la risposta. E intanto Sorano aspetta anche un’altra risposta: a tre anni e mezzo dal suo inizio, che esito ha avuto l’indagine?
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