Sversamento in un fosso a S. Rita Esposto di Barbagli
CINIGIANO. Domenica mattina gli operatori Arpat sono intervenuti in pronta disponibilità per lo sversamento di un refluo scuro e maleodorante nel fosso Vallanzo, a Borgo Santa Rita (Cinigiano). La...
CINIGIANO. Domenica mattina gli operatori Arpat sono intervenuti in pronta disponibilità per lo sversamento di un refluo scuro e maleodorante nel fosso Vallanzo, a Borgo Santa Rita (Cinigiano). La segnalazione è arrivata da alcuni cittadini che hanno chiamato il consigliere d’opposizione della lista A/gente comune Giovanni Barbagli, che ha chiamato la Forestale che ha segnalato la cosa alla sala operativa della Protezione civile a Firenze.
Il tempestivo intervento di Arpat ha permesso di rinvenire la causa dello sversamento nello scarico di un frantoio della zona. Sono stati prelevati campioni a monte e a valle del punto di scarico e sono in corso maggiori accertamenti per la risoluzione del problema.
Barbagli da tempo segnala sversamenti in quella località e già una volta ha presentato un esposto alle autorità. Anche in questa occasione il consigliere affida a un secondo esposto le ragioni dei cittadini indirizzandolo a Procura, sindaco di Cinigiano, Noe di Grosseto, carabinieri di Cinigiano, Forestale, Arpat, Asl.
Barbagli racconta la vicenda, ricordando che il 29 novembre ha inviato un’email al Noe per segnalare il massiccio sversamento melmoso e maleodorante localizzato dai cittadini nel torrente Vallanzo sia nella sponda destra che in quella sinistra. Lo sversamento «era visibile al ponte della provinciale Cipressino e fino al fiume Orcia – spiega Barbagli – Nella medesima email chiedevo fosse verificato un possibile inquinamento della falda acquifera dopo la segnalazione fattami da alcuni abitanti della zona a seguito di analisi dei pozzi di acqua, probabilmente originato dall’interramento di digestato del ciclo dell’attività della centrale di Camone». Barbagli specifica di essere stato contattato dai tecnici Arpat «che mi chiedevano precisazioni maggiori sulla zona inquinata e mi segnalavano di avere individuato pozzaghere di acqua nera e melmosa e maleodorante».
Già il 14 aprile Barbagli aveva inoltrato un esposto con foto del torrente, «ma – dice – ricevetti risposta da Arpat che non risultava alcunché».
A questo punto il consigliere chiede di acquisire la verifica fatta da Arpat domenica e di fare controlli sui pozzi della zona per determinarne la causa dello sversamento e capire se c’è stato inquinamento. (f.b.)
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