Fiamme al Filare, si pensa a un piromane
Gavorrano, stesso copione di fine estate, gli incendi (siamo a sei) divampano sempre alla stessa ora. Il giallo dell’innesco
GAVORRANO. Tornano le fiamme al Filare, di nuovo. Era accaduto un paio di mesi fa, quando a cavallo tra l’estate e l’autunno nel piccolo crocevia gavorranese si erano contati quattro incendi. Con quelli di martedì, due nel giro di circa duecento metri in cui è andata distrutta anche un’auto, fanno sei. Tanti casi per una realtà così piccola, con in comune orario e zona.
Le segnalazioni sono sempre arrivate a tarda sera e sempre tra le vie della frazione. Opera di un piromane? Forse: quantomeno c’è il sospetto, anche quello dei vigili del fuoco arrivati sul posto per spegnere le fiamme; ma di inneschi non ne sono stati trovati. Quindi, per il momento, l’idea che ci sia una mano volontaria dietro questi incendi resta solo un’ipotesi, come un’ombra che aleggia sul Filare.
Martedì sera è andato in scena il solito copione. Il freddo e la buio avevano svuotato le strade e nel silenzio sono scoppiati due incendi, nelle vicinanza del parcheggio di via Giusti, distruggendo un’automobile e un cassonetto dell’immondizia. Nessuno però ha sentito o visto nulla di strano. La chiamata al distaccamento follonichese dei vigili del fuoco è arrivata intorno alle 21, rapidi nel srotolare e azionare le manichette, quanto basta per impedire alle fiamme di raggiungere le macchine vicine.
Alle 22, il fuoco era stato domato e dai rilevamenti del caso è venuto fuori che non c’era innesco. Esattamente come si è accaduto ad agosto e settembre. Prima di martedì, l’ultimo caso risaliva alla sera del 28 settembre, quando qualcuno ha dato fuoco ai resti di un abete secco appena tagliato, a due passi dal parco giochi per bambini. Gli strani fuochi erano comparsi già all’inizio di agosto, quando delle erbacce sono finite in cenere molto vicine a delle case. Pochi giorni dopo, è toccato a un mucchio di piante verdi tagliate da un privato, che le aveva accatastate alla fine del lavoro in attesa che Sei le portasse via (come rifiuti ingombranti); ma anche in quel caso, qualcuno ha fatto prima dei dipendenti della società: con un accendino. Poi c’è stato il caso a Bagno di Gavorrano, distante pochissimi chilometri dal Filare, quando sono state dati alle fiamme vecchi mobili, un divano e un frigorifero sistemati sull’asfalto di via Dogana in attesa, anche in questo caso, che i dipendenti della Sei li ritirassero. A seguire, l’incendio al parco, quando l’autore ha trovato i resti di un abete abbattuto dalla ditta incaricata dal Comune per la manutenzione del verde. In quell’occasione sono stati i residenti di via Cialdini, dove i rami erano stati sistemati dalla ditta vicino al parco, a dare l’allarme e solo l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato che accadesse il peggio. Da allora però il silenzio, nessun caso d’incendio. Almeno fino a martedì.
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