Il Tirreno

Grosseto

IL MONDO DELLA PESCA

I dubbi dei grossisti sul “fresco di 24 ore”

Giovanna Mezzana
I dubbi dei grossisti sul “fresco di 24 ore”

Grosseto, gli operatori ittici: «I tempi della distribuzione ci tagliano fuori. In Toscana si consegna il giorno dopo»

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GROSSETO. Chi lavora nella filiera della pesca ha qualche dubbio sui requisiti richiesti dal neonato Disciplinare perché un pescato possa forgiarsi del futuribile marchio collettivo geografico “Costa Toscana”. Hanno perplessità i grossisti, idem chi lavora sotto il cappello della Grande Distribuzione Organizzata. L’aspetto discutibile riguarda l’indicatore di freschezza: per essere “Costa Toscana” seppie, polpi e calamari, per esempio, non devono «superare le 24 ore dalla pesca» dettaglia Antonio Romeo, responsabile area di Dintec, il Consorzio incaricato dalla Camera di Commercio di portare a termine tutta l’attività di scouting che precede il battesimo del marchio. Ma che significa entro le 24 ore? Se lo chiedono gli operatori della filiera.

Da Porto Santo Stefano, Maurizio Manno, della “Fratelli Manno”, realtà maremmana da quattro generazioni nel mondo dell’ittica, più di 800 tonnellate di pesce “movimentate” quest’anno, dice rivolto al tavolo degli esperti invitati a Grosseto dall’ente camerale proprio per presentare il progetto del pescato toscano a chi lavora nei diversi segmenti dell’universo pesca. «Che significa 24 ore dalla pesca? Che si può etichettare con il marchio di tracciabilità il pesce entro ventiquattro ore da quando è stato pescato? Oppure significa che deve essere venduto (anche al grossista) nell’arco della giornata? Oppure che in 24 ore deve arrivare sulla tavola del consumatore? Perché daa un’ipotesi all’altra cambia tutto».

Al quesito risponde Romeo: «Significa che possono trascorrere al massimo 24 ore dalla pesca fino al primo acquirente».

Manno riflette e osserva: «Soprattutto per le grandi quantità – dice – di solito si va in consegna il giorno successivo, ma spesso possono passare anche 36 ore. E questi sono i tempi medi della distribuzione toscana. Se poi contiamo che i nostri prodotti arrivano in Val d’Aosta o in Friuli...». Insomma, un problema. Soprattutto d’immagine. Perché il prodotto rimane buono «anche dopo 48/96 ore» dicono gli addetti ai lavori, ma come si fa? Se entrato il marchio a regime«dovessimo renderci conto che qualcosa non funziona – apre Romeo – possiamo valutare anche una revisione del Disciplinare».

Il requisito delle 24 ore continua a frullare in testa anche ai rappresentanti di Conad Tirreno: «La filiera corta è molto interessante – osservano – e anche l’idea della valorizzazione del prodotto locale procede nella direzione in cui andiamo da anni. Può però provocare anche un effetto boomerang. E preoccupa quanto lunghi possano essere i tempi per avere un riverbero positivo sul consumatore».

La sfida però è questa risponde Roberto Manai, rappresentante di Cesit, l’ente che sarà titolare di “Costa Toscana”. «Capisco il punto di vista degli operatori: può essere un rischio – dice – ma la correttezza dell’informazione può rappresentare anche una grande opportunità».

 

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