Il Tirreno

Grosseto

LA SANITÀ

Il robot non arriva a Grosseto, querelle in sala stampa tra luminare e manager Asl

Gabriele Baldanzi
La robotica, il futuro della nostra sanità
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La robotica, il futuro della nostra sanità

Grosseto, battibecco al fulmicotone tra il chirurgo di fama mondiale Pier Cristoforo Giulianotti e il commissario dell’area vasta Enrico Desideri durante la presentazione del corso internazionale avanzato di chirurgia robotica

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GROSSETO Scintille tra il commissario dell’area vasta Grosseto-Siena-Arezzo Enrico Desideri e il luminare della chirurgia robotica Pier Cristoforo Giulianotti. È successo il 30 novembre 2015, poco prima delle 13, a Grosseto, durante la presentazione del corso internazionale avanzato di chirurgia robotica.

Davanti a telecamere e taccuini di diverse testate toscane, incalzato sul mancato arrivo a Grosseto del robot “Da Vinci” di ultima generazione, Desideri ha fornito delle spiegazioni rispetto al futuro della robotica grossetana che non hanno convinto. E queste parole hanno suscitato la replica del famoso chirurgo, seduto accanto a lui.

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«Il manager dell’azienda di area vasta nata dalla fusione delle tre Asl è molto bravo a parlare; io non lo sono altrettanto - ha detto Giulianotti - però due considerazioni polemiche credo di potermele permettere. Ho voluto questa scuola, ho una certa età e vivo lontano… Innanzitutto il nuovo robot avrebbe dovuto già essere qui a Grosseto, alla scuola, e dopo magari anche a Pisa o a Firenze. Inoltre mi preoccupo quando Desideri dice che a decidere sull’acquisto e sulla destinazione saranno nei prossimi mesi gli stessi chirurghi, perché conosco come funziona e in questo modo si delega loro un potere che spetta alla politica e al manager, finendo per portare la strumentistica migliore là dove c’è più potere. Non posso essere d’accordo».

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Desideri ha prima provato a smorzare, poi di fronte al ritorno di Giulianotti gli ha intimato il silenzio: «Tu hai voluto la scuola e io ho voluto te. Ti consiglio di parlare per gli Stati Uniti, qui manchi da troppi anni, non conosci la situazione. Tra i chirurghi e tra i territori c’è armonia e sinergia. Si riunirà a gennaio il dipartimento interaziendale dell’area chirurgica e sono convinto che sapranno accordarsi. Poi li ascolterò e procederemo agli acquisti. Non posso invece rispondere per i robot che già si trovano a Pisa e a Firenze».

Desideri, a dire il vero, è stato tutt’altro che rassicurante rispetto alla scuola internazionale di Grosseto. Ne ha ribadito l’unicità, ha evidenziato il problema della mancanza di risorse e, come unica consolazione, ha ricordato che aumenteranno le opportunità stando dentro a un’azienda con un bilancio da due miliardi. Stop.

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Per la cronaca oggi, 30 novembre 2015, è partito il corso internazionale avanzato di chirurgia robotica: 34 medici tra chirurghi e direttori sono arrivati in Maremma dai principali centri universitari italiani, da Turchia, Olanda, Germania, Russia, Singapore. Si parla di robotica colorettale ed epato-biliare.

In cattedra nomi del calibro di Pier Cristoforo Giulianotti, pioniere della robotica a livello continentale, fondatore della scuola grossetana e oggi direttore della divisione di chirurgia robotica dell’università dell’Illinois. E ancora Gyu Seog Choi, professore della Kyungpook National University di Korea, uno dei massimi esperti al mondo in campo colo-rettale; Andrea Coratti, attualmente primario della chirurgia oncologica e mininvasiva robotica di Careggi, a Firenze; Paolo Pietro Bianchi, responsabile del dipartimento chirurgico aziendale, di recente premiato insieme alla sua equipe dalla società italiana di chirurgia, per il lavoro più innovativo del 2015 e riconfermato nel consiglio direttivo della Clinical Robotic Surgical Association (CRSA), la principale associazione mondiale di chirurghi robotici.

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