Il Tirreno

Grosseto

«Avrei preferito non essere sordo» Parentopoli: la risposta di Tonini

di Alfredo Faetti

Il neo architetto si sfoga su Facebook dopo le accuse di clientelismo da parte della lista Bene Comune La Lega Nord attacca: il Carroccio presenterà un’interrogazione sul caso Gavorrano in consiglio regionale

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GAVORRANO. «È la prima volta che parlo pubblicamente di questi: non mi è mai piaciuto, ma adesso mi trovo costretto». Fabrizio Tonini rilascia il suo sfogo a facebook. Un lungo post che ripercorre tutto il suo percorso, scandito da impegno e una ferma volontà a voler camminare come tutti gli altri, nonostante gli ostacoli che la vita gli ha messo davanti. Parole che arrivano come risposta alle accuse lanciate dal gruppo d’opposizione Bene Comune circa un bando per un tirocinio nel Comune di Gavorrano fatto su misura per lui (questo quello che sostiene l’opposizione), fratello di Daniele Tonini, assessore della giunta di Elisabetta Iacomelli.

«Avrei preferito non essere disabile e non avere possibilità di partecipare, ma la vita mi ha riservato altro» dice il neolaureato alla fine del suo post. E proprio in riferimento a questo sfogo, torna a parlare anche Bene Comune, spiegando che la propria denuncia mirava «a mettere a conoscenza dei nostri concittadini il vergognoso atto elaborato dalla giunta Iacomelli – dicono dall’opposizione - In nessun modo abbiamo attaccato personalmente la persona che ne ha direttamente beneficiato né ci sogniamo lontanamente di farlo sulla sua condizione di diversamente abile». Intanto però il caso «parentopoli» di Gavorrano è arrivato anche alle orecchie della politica regionale. Ma torniamo a Fabrizio, alle sue parole che hanno rotto il silenzio dopo la denuncia di Bene Comune. «Ci ho pensato molto prima di fare un intervento...», ammette. Ma dopo le accuse e le discussioni in piazza e via web non ce l’ha fatta più a starsene zitto. «Evidentemente coloro che hanno fatto ciò, e chi gli è andato dietro su questo social con commenti orribili, non sanno cosa significhi affrontare un percorso di vita, scolastico e infine universitario come il mio, con una sordità come la mia, a seguire lezioni in facoltà e dare esami al pari degli altri senza facilitazioni o richieste specifiche in virtù del mio problema, anche quando mi spettavano» racconta il neolaureato in architettura. «Ho deciso di condurre una vita come tutti gli altri, al costo di fare il doppio di fatica che potevo risparmiarmi, e prendere una laurea al pari degli altri, forse è una colpa – continua - Ho fatto di tutto per laurearmi, nei tempi previsti e con i punteggi ottenuti, su una cosa che mi piaceva e riguardava Gavorrano, ho partecipato al bando con l’intento di fare qualcosa per la mia comunità e apprendere ulteriormente sul campo, non certo per togliere qualcosa ad altri disabili».

E in conclusione, arriva anche una puntualizzazione riguardo alle accuse lanciate: «non sarò affatto assunto a tempo indeterminato alla fine del tirocinio». Perché non è questo che prevede il bando per un tirocinio riservato a neo laureati in architettura.

Ma alle parole di Tonini fanno da contraltare quelle dell’opposizione e dei consiglieri regionali della Lega Nord. «Comprendiamo le difficoltà della maggioranza nel fornire spiegazioni logiche sulla vicenda che abbiamo sollevato – dicono i primi - ma non tolleriamo questo tipo di reazione dopo un grave atto di clientelismo politico che mira a favorire alcuni a discapito di altri». Sulla stessa linea Marco Casucci, consigliere leghista in Regione, che annuncia un’interrogazione a riguardo della parentopoli gavorranese. «Deleterie logiche clientelari - dice l’esponente leghista- che devono essere pienamente stigmatizzate per evitare che si ripetano nel tempo. In un momento di crisi in cui trovare un posto di lavoro è più difficile di vincere al Superenalotto, fa veramente male venire a conoscenza di avvenimenti come quelli accaduti nel Comune grossetano».

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