“Parentopoli” a Gavorrano Maggioranza in silenzio
Nessun commento da parte della Giunta accusata dall’opposizione di clientelismo Nel mirino un bando che sarebbe stato fatto su misura per il fratello dell’assessore
GAVORRANO. Il caso «parentopoli» è esploso nella politica gavorranese, ma ancora l’eco del boato non si sente. Alle accuse mosse dal gruppo d’opposizione centrosinistra Bene Comune, secondo cui l’amministrazione comunale avrebbe pubblicato un bando su misura per il fratello dell’assessore Daniele Tonini, sia la maggioranza di targa Pd sia la segreteria provinciale del partito stanno pensando a quali contromosse effettuare.
Il giorno dopo la denuncia nessuno però vuole ancora commentare: né i due protagonisti tirati in ballo, l’assessore e suo fratello Fabrizio, né il sindaco Elisabetta Iacomelli né i democratici da Grosseto. Non perché non ci sia nulla da dire, ma perché la risposta vuole essere studiata e secca e quindi occorre tempo per prepararla. Dal Comune circolano voci di «un’azione corale» da contrapporre alle accuse, ma nulla sui contenuti che questa riserva. Anche se non è da escludere che possano scattare delle querele. Ad ora però non è dato saperlo. Ad ora ci sono soltanto le discussioni sui social network, in cui la comunità mineraria si è spaccata tra chi attacca l’amministrazione e chi invece la difende, sostenendo che il bando era ben più aperto rispetto a quanto affermato da Bene Comune. I simpatizzanti dell’opposizione però sono certi di quel che hanno denunciato e anzi lo ribadiscono. Quel bando per un tirocinio formativo retribuito (500 euro al mese con possibilità di un’assunzione a tempo indeterminato) è stato fatto appositamente per Fabrizio Tonini: «età compresa tra i 18 e i 30 anni, residenza o domicilio in provincia di Grosseto, essere neo-laureato in architettura, essere disoccupato, disabilità ai sensi della legge 12 marzo 1999». Questi i requisiti richiesti per poter accedere al bando. «Manca soltanto il nome» ha insinuato con ironia l’opposizione, chiedendo la testa di tutta l’amministrazione, da Iacomelli ai suoi assessori. «Che a Gavorrano governasse un’amministrazione dai chiari connotati clientelari lo sapevamo, ma non immaginavamo che saremmo arrivati a tanto; non pensavamo che saremmo arrivati alla indegna elargizione di un obolo al fratello dell’assessore Tonini – hanno detto da Bene Comune - Questo non è fare l’interesse dei cittadini, ma solo l’interesse “degli amici degli amici” o, per meglio dire, dei parenti degli amici, nella più bieca abitudine della politica italiana che non vede esente il nostro Comune». A breve, arriveranno le reazioni di Pd e maggioranza, perché come è facile immaginare, la vicenda non finisce qui.
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