Il presidio
Musei e fonderie in cerca di un’identità culturale
Il presidente del Cantiere, Mimmo Fiorani, spiega la missione del comitato «Partire dalla memoria storica per riempire di contenuti le nostre strutture»
FOLLONICA. «Ricreare un’identità culturale follonichese». La missione del Cantiere cultura, comitato formato da venti associazioni locali e 14 cittadini non legati a gruppi preesistenti, non è semplice: riuscire a dare contenuti a quei contenitori che via via l’amministrazione comunale inaugura grazie ai finanziamenti europei e che vedono in primo luogo la ristrutturazione degli spazi della vecchia città fabbrica, l’Ilva. Strutture bellissime che vanno riempite di sostanza. Una sfida difficile ma affascinante, come spiega il presidente del Cantiere Mimmo Fiorani.
«A Follonica si respira un vento nuovo dovuto alle profonde trasformazioni che affronta: adesso la città deve rifarsi una sua identità – spiega il presidente - Se prima viveva di industria, penso all’Ilva e ai due poli di Piombino e Scarlino dopo, quando questa è andata in crisi il rischio era diventare un luogo fantasma: l’identità culturale è uno strumento che un paese ha per dare nuovi stimoli, non tralasciando la memoria storica, ma proprio ripartendo da quella memoria. La cultura non è solo un arricchimento umano ma può generare un indotto economico importante: se a Follonica portiamo eventi di ampio respiro lavoreranno ristoranti, alberghi, imprese che ruotano intorno al turismo e non solo».
Fiorani fa due esempi geograficamente vicini alla Maremma, modelli che il comitato si propone di raggiungere: Lucca Comics e Pisa Book Festival, due manifestazioni capaci di richiamare moltissimi turisti e che incidono molto sull'andamento economico delle due città.
Il Cantiere cultura nasce da un’intuizione dell’assessore Barbara Catalani, che ha voluto mettere insieme le realtà locali, per incanalare le loro attività in un impegno comune: quello di far rinascere Follonica. «L’iniziativa dell'amministrazione comunale è stata la scintilla che ci ha fatto iniziare a lavorare – spiega Fiorani – abbiamo cominciato a incontrarci, a darci una struttura. Oltre a me nel coordinamento alla guida del Cantiere ci sono Salvatore Acquilino, tesoriere e responsabile dell’organizzazione, Riccardo Carresi e Stefano Scalzi, direttori artistici e Chiara Beni, che si occupa della comunicazione verso l’esterno. Persone nuove e altre d’esperienza con competenze e professionalità diverse: cerchiamo di fare sistema e un esempio del nostro intento è stato l’evento inaugurale della Fonderia 1, dove sono state messe in campo più arti, dalla scultura alla danza, una fusione di ambiti che ha dato modo ai follonichesi di capire che cosa fa il Cantiere. Subito dopo siamo stati contattati da tantissime persone che ci hanno portato progetti e idee, alcune molto buone, per il futuro culturale della nostra città». Ora i progetti di cui si sta occupando il gruppo riguardano appunto un altro evento per la Fonderia 1, in ballo c'è anche una collaborazione con il carcere massetano per iniziative culturali interne alla struttura, e ancora c'è da pensare a ridare vita all'Ilva intera.
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