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La guerra legale dei naviganti

Nuove regole sui certificati: i marittimi argentarini affilano le armi

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MONTE ARGENTARIO. «Abbiamo intrapreso con altre associazioni di categoria delle battaglie legali su questioni di vitale importanza per il proseguimento del nostro lavoro».

L’associazione Marittimi Argentario, con i suoi 550 iscritti, si schiera dalla parte della Italian Yacht Master per la tutela dei naviganti di tutta Italia. La folta schiera di marinai argentarini infatti, assieme a quelli di tutto lo Stivale, entro il 2017 potrebbe trovarsi costretta a fare i conti con il rinnovo dei certificati e con l’adozione dell’Stcw cosa che, come sottolineano dall’associazione, porterà notevoli disagi. L’International Maritime Organization (Imo) infatti, ha imposto nella convenzione internazionale di Manila del 2010 cambiamenti e regole che gli Stati membri dovranno osservare. Tra queste c’è proprio il rinnovo dei certificati, per i quali saranno previsti ad esempio dei corsi e una formazione aggiuntiva per continuare a svolgere il lavoro. Alcuni paesi si sono già adeguati alle direttive dell’Imo mentre altri, come l’Italia, non hanno ancora provveduto.

«Stiamo aspettando il decreto attuativo per il 2017 - dice il presidente dell’associazione Marittimi Argentario, Maurizio Amato - ma non ci sono voci rassicuranti in merito e la data di scadenza si avvicina. Il Ministero dei Trasporti ancora non si è pronunciato, rischiando di creare grandi disagi e poco spazio di manovra. Con altre associazioni, dunque, abbiamo intrapreso una battaglia legale da decine di migliaia di euro, che al momento sta sostenendo la Italian Yacht Master. Ci sembra giusto dare un aiuto, quindi abbiamo aperto un Fondo Marittimi Argentario per contribuire. È stata anche creata una pagina Facebook segreta, alla quale potrà accedere chi avrà partecipato per questa causa. Da oggi inizia la raccolta, ovviamente in forma del tutto spontanea. Per questo tipo di azioni c’è infatti bisogno di uno sforzo economico che va oltre le disponibilità della nostra associazione, anche in previsione di un decreto attuativo che sarà l’ennesima mazzata per noi marittimi. Io credo fortemente in un’unione di intenti tra associazioni», conclude Amato. «Dobbiamo fare tutti uno sforzo per lottare uniti». (a.c.)

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