Pd, assemblea più magra Sciolto il rebus sui nomi
GROSSETO. I membri dell’assemblea comunale del Partito democratico, a Grosseto, sono adesso una novantina. Il nuovo elenco usato dal segretario Saimo Biliotti per le convocazioni non è più quello...
GROSSETO. I membri dell’assemblea comunale del Partito democratico, a Grosseto, sono adesso una novantina. Il nuovo elenco usato dal segretario Saimo Biliotti per le convocazioni non è più quello datato, uscito dal congresso del 2013. Risulta finalmente aggiornato. Nel frattempo, infatti, ci sono stati altri due tesseramenti (2014 e 2015) e non si poteva continuare a prendere per buona la vecchia composizione.
Questo problema nelle ultime settimane è stato sollevato prima da un componente dell’esecutivo provinciale, Claudio Gabbolini, poi dal consigliere comunale Stefania Laurenti e dal segretario del circolo Pace Andrea Garosi.
La commissione provinciale di garanzia, due giorni fa, si è espressa in merito, decretando testualmente «la possibilità, senza impedimenti, di consultare l’elenco degli iscritti componenti l’assemblea dell’unione comunale di Grosseto, compresi i nuovi nominati».
Ieri, quindi, anche Il Tirreno ne ha fatto richiesta al responsabile dell’organizzazione Riccardo Vannozzi, al presidente della commissione dei garanti Roberto Daviddi e allo stesso segretario comunale Saimo Biliotti. Contrariamente all’annunciata trasparenza, infatti, diversi segretari di circolo e perfino qualche membro dell’esecutivo comunale continuano a lamentare la mancata conoscenza dell’elenco aggiornato, in possesso solo di un numero ristretto di dirigenti.
Il problema nasceva dal fatto che oltre 25 membri dell’assemblea comunale costituitasi nel novembre del 2013 non avevano più titolo a essere convocati e coinvolti. Non hanno ripreso la tessera e bisognava decidere come comportarsi.
A fine ottobre si è proceduto così all’avvicendamento scorrendo le liste scaturite dal congresso, sezione per sezione. E così è venuta fuori un’assemblea appena più magra: novanta componenti anziché centodue, visto che la surroga è stata possibile solo in quindici casi.
Tutto questo interesse intorno ai nomi è comprensibile, perché in questa fase l’unione comunale è un organismo chiave, dotato di autonomia politica, programmatica, organizzativa e finanziaria.
Per statuto sceglie le candidature a sindaco e quelle a consigliere comunale. Non solo. Deciderà se si faranno le primarie oppure no.
Segretario, esecutivo, ma soprattutto l’assemblea comunale, definiscono metodi di lavoro e alleanze. Ecco perché è importante sapere chi ha davvero la maggioranza nell’assemblea comunale, chi ha diritto di starci e chi no.
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