Il Tirreno

Grosseto

Trova il ladro in casa e si sfoga sui social: «Prendo un’arma»

di Maurizio Bernardini
Il medico Fabrizio Viggiani
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Il medico Fabrizio Viggiani

Grosseto, tentativo di furto andato a vuoto a casa di un medico. Si sveglia la nipotina, il gatto di casa gettato giù dal terrazzo

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GROSSETO. Avere terrore per la propria incolumità e quella dei propri cari. Ci risiamo. Ancora un tentativo di furto a Grosseto. È successo all’urologo Fabrizio Viggiani.

Sono le tre e mezza della notte tra domenica e lunedì. Secondo piano, appartamento in zona Pizzetti. Il pianto della nipote di Viggiani, tre mesi, sveglia la famiglia. In casa, oltre alla piccola e al nonno, ci sono altre due donne: la figlia e la moglie del medico. Ed è proprio la moglie a scorgere, per prima, il delinquente. «Quando si è alzata per andare a dare un’occhiata alla bambina ha visto questo personaggio di corporatura robusta che rovistava tra le nostre cose e si è messa a urlare». È il caos. La figlia di Viggiani chiama subito la polizia.

Lui, intanto, corre incontro alla moglie e fa in tempo a gettare lo sguardo verso la sagoma dell’intruso che, vista la confusione, fugge dalla porta finestra da cui era entrato poco prima usando un piede di porco. È la fine di un incubo. Il rapido intervento degli uomini delle Volanti – che Viggiani ringrazia a più riprese «per la tempestività, professionalità, i consigli e il sostegno, davvero da apprezzare» – non basta ad acciuffare il ladro.

«In quel momento ho avuto paura. Non per me, o comunque non solo. E di certo non per i miei beni. Per la mia roba. Ma per i miei familiari sì, ho temuto. Molto. Ho pensato “e ora che faccio?”. Tanto che adesso penso di prendere un porto d’armi. Devo valutare bene la cosa. Ma non posso avere il terrore di trovarmi di nuovo qualcuno in casa nel cuore della notte. Purtroppo – prosegue Viggiani – fare la vita delle persone perbene, essere un cittadino onesto che va al lavoro è divenuta una debolezza. Penso a quando mi allontano, ad esempio, per i turni in ospedale».

Viggiani, noto per essere persona moderata, più volte evidenzia di non voler passare «per quello che aizza le folle». Ma in certi momenti ti rendi conto di essere «un uomo normale, indifeso». Il danno economico è ridotto a una serratura da cambiare. Ma all’appello manca il gatto di casa Viggiani, Fennek, una micia di dieci anni. «Credo il delinquente l’abbia gettata dalla finestra, forse gli dava fastidio» spiega, sconsolato. E su Facebook è già partito il tam tam. «La gatta - così come scritto a poche ore dal caos nell’annuncio postato sul profilo social del medico (e corredato di foto del felino) - è un pochino schiva». Ma si fa avvicinare al rumore dei croccantini. Inoltre, possiede un collare rosso con un campanello.

In caso di avvistamenti basta contattare un componente della famiglia Viggiani su Facebook. Anche in questo caso sarà importante la solidarietà. La stessa solidarietà che ha spinto Viggiani a mettere in guardia altri grossetani. «La prima cosa che ho fatto appena è fuggito il ladro? Ho avvertito i vicini. Un atto di difesa civile». Infine la triste realtà: «Grosseto non è più quella di un tempo. Poco più di dieci anni fa potevamo vivere con le chiavi attaccate alla porta, o quasi. Adesso è cambiato tutto. Di casi come il mio ce ne sono molti. D’ora in poi staremo barricati. E valuterò il porto d’armi. Non per sostituirmi alla polizia. Ma perché ho paura. Dispiace, vorrei fare una vita normale. Ma ora basta: ho una famiglia da proteggere».

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