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L’accusa di Felicioni: pagate quelle pagine
Il consigliere ipotizza che i servizi sul Pd siano pubblicità. Il Tirreno: una scemenza incredibile
GROSSETO. Al consigliere comunale della lista civica Grosseto Oggi, l’architetto Massimo Felicioni, non sono piaciute le due pagine che Il Tirreno ha dedicato alla conferenza di organizzazione _ aperta alla città _ che il Pd di Grosseto ha promosso in vista delle elezioni amministrative del 2016. E così lo stesso Felicioni, domenica sera, sul suo diario Facebook ha commentato la scelta di dare spazio all’evento. Con queste parole: «Chi le ha pagate queste due pagine intere di pubblicità del Pd? No, perché non è mai successo di poter contare gratuitamente, anche quando si è trattato di iniziative dai contenuti di gran lunga superiori, di due pagine intere di quotidiano. O ci sbagliamo?».
Ne è scaturito un dibattito, con la replica immediata del consigliere comunale del Pd Veronica Tancredi: «Eri stato invitato a dare il tuo contributo e hai risposto che non potevi. Quindi come puoi giudicare una cosa se non eri presente? Del resto, vedere questo attacco così pesante e gratuito mi rattrista ancora di più perché in consiglio comunale, essendo colleghi, ho avuto modo di constatare che sei una persona vicina alla maggioranza e disposta a dare il tuo contributo sulle questioni della città, almeno così credevo fino ad oggi». Nella serata di ieri Felicioni ha provato a correggere il tiro con una precisazione. «Si è voluto vedere in ciò che ho postato un attacco specifico a un giornale (..). Il mio intervento era rivolto all’attività svolta dal Pd sabato scorso e alla trattazione di argomenti politicamente scontati e banali che in dieci anni di governo della città di Grosseto non sono mai stati praticati; la mia domanda non riguardava l’aspetto economico o il pagamento a un giornale. Il mio interrogativo voleva sottintendere che il Pd, per risolvere il problema di far passare un’attività e dei contenuti stracotti in soluzioni strategiche e vincenti è dovuto forse ricorrere a una pubblicazione potente (due pagine), utilizzando la libera e legale attività commerciale dell’agenzia di riferimento del quotidiano». Insomma Felicioni ha pensato, incredibilmente, che gli articoli delle due pagine potessero essere dei redazionali pubblicitari.
Marco Simiani (segretario provinciale del Pd) è rimasto sorpreso dall’uscita di Felicioni: «L’ho chiamato per avere spiegazioni. Non mi ha risposto. Un’uscita di quel tipo non è politica, è semplicemente grave, insultante. Verso il Pd e verso Il Tirreno. Come partito pretendiamo scuse pubbliche, altrimenti valuteremo con il nostro legale e poi procederemo a querela».
Ferma la riposta del direttore del Tirreno, Omar Monestier, che ha pubblicamente risposto a Felicioni invitandolo a sostanziare con prove o documenti la sua posizione. Se crede che le due pagine siano state pagate - ha scritto il direttore - lo sfido a documentarlo e a esibire le prove sulla base delle quali ha ritenuto di esprimere un sospetto così grave e lesivo della dignità e della serietà del giornale. «Felicioni ha scritto una scemenza, non so con quali giornalisti è abituato a trattare», ha detto Monestier. «Non con noi evidentemente».
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