Il Tirreno

Grosseto

IL CASO A CINQUE STELLE

Della Negra rompe il silenzio «Offesa la mia reputazione»

Matteo Della Negra al centro presenta in Comune per le firme per il baratto amministrativo (foto Bf)
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Matteo Della Negra al centro presenta in Comune per le firme per il baratto amministrativo (foto Bf)

Dopo l'allontaneamento, l'attivista ex pentastellato esce allo scoperto e spiega le sue ragioni. Anche con una risposta video.

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GROSSETO. Se il Pd ha i suoi guai, anche il Movimento 5 Stelle deve fare i conti con una spina: il caso Matteo Della Negra, l’attivista della prima ora nonché candidato alle ultime elezioni europee “allontanato” dal Movimento una decina di giorni fa con l’accusa di eccessivo personalismo. Per diversi giorni Della Negra è rimasto in silenzio, lasciando pensare che la faccenda fosse finita lì. Ora invece prende la parola con una nota inviata a tutti gli organi di informazione nella quale esprime forti critiche alla gestione del Movimento di Grosseto avanzando anche dubbi sulla correttezza delle scelte compiute da Giacomo Gori e dalla “cabina di regia”.

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Della Negra cita il comunicato apparso il 19 ottobre scorso sul sito www.grosseto5stelle.it, nel quale – ricorda – «si legge che “Matteo Della Negra … è stato allontanato dal Movimento 5 Stelle Grosseto dopo aver palesato la sua volontà di utilizzare il Movimento 5 Stelle per pure mire personali”; e ancora che «il gruppo vota l’allontanamento dell’ormai ex attivista … palesata la volontà di Della Negra di usare il movimento di cittadini come trampolino di lancio per mire personali”; fino a usare il termine “smania personalistica”».

Parole che Della Negra non accetta: «Desidero chiarire – scrive – che l’accusa mossami di “usare il movimento di cittadini per scopi personali” non corrisponde assolutamente a verità. Ritengo che pubblicare quel comunicato da parte del Movimento 5 Stelle di Grosseto, di là dalla persona di Giacomo Gori che rappresenta il soggetto formalmente autorizzato a parlare per il Movimento stesso, sia stato uno sproposito per il fatto di aver affiancato il nome del Movimento 5 Stelle a termini che potrebbero essere interpretati come diffamatori e dunque offensivi della reputazione di un cittadino. Se non fosse uno sbaglio, il portavoce del Movimento locale dovrebbe pure dire quali sono state le “mire personali” e in quali condotte si sono ravvisate. Quando avrei manifestato tale “smania personalistica”? E in che cosa è consistita? Quali sono i fatti? Ovvero, contrariamente, si rischia di dire falsità e la falsità è comunque una forma di discriminazione diffamatoria».

Della Negra mette in dubbio proprio quella “trasparenza” che del M5s è bandiera politica: «Ritengo _ scrive _ che il portavoce del Movimento 5 Stelle di Grosseto si sia attenuto a un responso maturato in seno a un gruppo di persone (la cosiddetta “Cabina di regia”) che, utilizzando gli strumenti e i canali informatici da esso controllati, ha ristretto la decisione riguardo il mio allontanamento al voto di pochi e all’insaputa degli iscritti al Meetup di Grosseto. Ritengo che non sia stata dunque una condotta cristallina ma influenzata, semmai, da preconcetti e interessi non chiari rimasti in un alveo piuttosto contenuto. Di tre regole – conclude Della Negra – il Movimento 5 Stelle vuole il rispetto assoluto: trasparenza, trasparenza, trasparenza. Se non ci sono queste il movimento locale non è Movimento 5 Stelle, ma un’altra cosa».

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