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Scaduta l’autorizzazione per lo stadio di Grosseto
Il Grifone rischia di disputare lontano dallo Zecchini le partite interne. Il presidente Pincione: «Chiederemo di giocare altrove»
GROSSETO. Il Grifone rischia di giocare a Siena, Gavorrano o Civitavecchia la supersfida di domenica 8 novembre con l’Ostiamare.
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La società di via Veterani dello sport si è vista annunciare dall’amministrazione comunale che oggi, 31 ottobre, scade l’autorizzazione temporanea per attività di spettacolo o intrattenimento, rilasciata il 28 agosto 2015.
Un fulmine a ciel sereno per il presidente biancorosso Max Pincione, che ha comunicato immediatamente ai suoi sportivi la brutta novità, con una nota stampa.
«Io mi aspettavo - spiega Pincione ai giornalisti - che l’autorizzazione definitiva venisse rilasciata in automatico, non che arrivasse l’avviso di scadenza due giorni prima».
«Il bello – prosegue – è che non abbiamo nessun appuntamento con la commissione per sistemare in fretta le cose. Sia chiaro, non vogliamo che arrivi qualcuno e ci dia un’altra autorizzazione provvisoria».
«C’è un’altra cosa: io non voglio pensare a queste cose, né impiegare il mio personale per farlo – aggiunge Pincione – Io devo pensare a vincere il campionato e portare avanti il nostro progetto».
«La mancata concessione di tale autorizzazione – si legge nel comunicato stampa – pregiudicherebbe l'utilizzo dello Stadio Zecchini per le gare interne della F.C. Grosseto e implicherebbe la necessità della disputa delle partite a porte chiuse o lo spostamento su altri campi. Si precisa, inoltre, che la scrivente società ha preso in carico uno stadio con gravissime e penalizzanti problematiche fino ad allora non risolte, come dimostrato dal verbale della CPV del 28/08/2015, e che la stessa società si è attivata celermente, a proprie spese quale parte diligente, dimostrando al disponibilità, responsabilità e sensibilità civica per far sì che la squadra potesse disputare le proprie partite nello stadio cittadino alla presenza del pubblico e dei tifosi».
«Io devo tutelare – sottolinea ancora Pincione – i miei 1.400 abbonati e non mi sembra rispettoso giocare o allenarsi a porte chiuse. Preferiamo chiedere di giocare altrove, a Siena, Civitavecchia o Gavorrano, sapendo di rischiare punti di penalizzazione».
Nella nota si ribadisce che «la società ha tentato, tenta e tenterà con tutte le proprie forze e competenze di non cadere nell’italico dramma di dovere essere costretta a concentrare le proprie migliori risorse ed energie esclusivamente in un quotidiano ed estenuante dialogo con una pubblica amministrazione concepita come entità astratta a compartimenti stagni non dialoganti tra loro anziché concentrarsi al raggiungimento dei prioritari traguardi sportivi, gli unici obiettivi di una società sportiva».
«La speranza, l’impegno e la rinnovata disponibilità della società – conclude il Football Club Grosseto – sono tutti diretti a trovare/creare/inventare tutti insieme le rinnovate basi per un proficuo rapporto di collaborazione con una pubblica amministrazione che consideri la nostra squadra come un bene della città da preservare e tutelare nel pieno rispetto delle leggi, delle diverse competenze e dei ruoli».
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