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Comuni e fusioni in vista Santa Fiora batte i piedi
SANTA FIORA. Il presidente dell’Unione comuni Amiata Grossetana Jacopo Marini risponde alle rivendicazioni di Santa Fiora che per bocca del gruppo di maggioranza Progetto Santa Fiora che ha portato...
SANTA FIORA. Il presidente dell’Unione comuni Amiata Grossetana Jacopo Marini risponde alle rivendicazioni di Santa Fiora che per bocca del gruppo di maggioranza Progetto Santa Fiora che ha portato alla vittoria il sindaco Federico Balocchi, dice di voler diventare, al pari di Arcidosso e Castel del Piano, un paese che conta, cominciando ad ottenere la sede di un’autonomia scolastica.
Marini replica seccamente: «La normativa impone l’aggregazione di tutti quei comuni che hanno meno di tremila abitanti. Nell’Amiata Grossetana i soli comuni esclusi da quest’obbligo sono Arcidosso e Castel del Piano».
Marini aggiunge: «È il momento delle scelte responsabili e non sono più accettabili ricatti» e ricorda che nell’Unione non si sta solo per convenienza: «Cinigiano – dice Marini – ora vuole uscire e attribuisce la causa di questa scelta all’inefficienza dell’Unione, ma il salto di qualità economica-sociale lo ha fatto quando negli anni novanta decise di rientrare nell’allora Comunità Montana. E il polo tecnologico di Santa Rita non è stato creato in virtù di una scelta di comprensorio che ha riguardato tutta l’Amiata Grossetana?».
E nel corso del tempo, altre scelte di comprensorio sono state fatte: «Nel 2007 fu siglato l’accordo sulla geotermia che ha rappresentato uno spartiacque sia in termini di tutela ambientale sia in termini di ricadute economiche – continua Marini – e che fu possibile grazie a scelte coraggiose di alcuni sindaci. Il gruppo di maggioranza di Santa Fiora è critico nei confronti del funzionamento politico-amministrativo dell’Unione che non sarebbe stata in grado di produrre un sistema innovativo ed efficiente di servizi: pensano che il modo per rilanciarlo sia quello di rivendicare una presidenza scolastica? Credo sarebbe più utile mettere a disposizione di questa nuovissima esperienza istituzionale, personale e strutture».
Secondo Marini, poi, l’Unione ha settori più collaudati come il Suap, quello dei Tributi, scolastico e sociale. «E anche le strutture tecniche hanno ingranato – dice Marini – Santa Fiora non è sottorappresentata: ha ottenuto la sede dell’Osservatorio sanitario ed è il principale candidato per ospitare la sede amiatina del Cosvig, nel pieno riconoscimento della sua specifica vocazione geotermica. Se poi si decide di prendere altre strade basta essere chiari e avere il coraggio delle proprie scelte come ha fatto il sindaco di Cinigiano Romina Sani. L’Amiata in passato ha sempre avuto grande capacità unitaria. A noi il compito di farne tesoro»
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