Italia
Unione: dal 1º gennaio Cinigiano è fuori
Il consiglio comunale vota all’unanimità il distacco dall’Amiata. Referendum in vista a Monticello e Castiglioncello Bandini
CINIGIANO. Dal 1º gennaio 2016 Cinigiano sarà fuori dall’Unione comuni Amiata grossetana. Lo ha deliberato con un voto unanime il consiglio comunale del 28 ottobre che ha approvato il recesso dall’Unione ma ha anche aperto all’autodeterminazione delle frazioni del territorio montano, Monticello Amiata e Castiglioncello Bandini, a decidere se restare con Cinigiano o aggregarsi ad Arcidosso.
Grande soddisfazione sia della maggioranza che della minoranza cinigianese perché «c’è stata una dialettica costruttiva fra le parti – commenta il sindaco Romina Sani – sia perché la minoranza ha votato con la maggioranza l’atto di recesso dall’Unione sia perché è stato verbalizzata e accolta dalla maggioranza la richiesta di Monticello e Castiglioncello di aggregarsi con Arcidosso».
Questa espressione di volontà sarà definita solo quando Cinigiano e i comuni maremmani verso cui guarda, Campagnatico, Civitella, Roccastrada, avvieranno la procedura di fusione. «In quel momento – spiega Sani – cominceremo una seria discussione sui contenuti con le popolazioni di Monticello e Castiglioncello. Solo un ragionamento sui contenuti darà agli abitanti la possibilità di poter scegliere con cognizione di causa. Intanto, comunque, Cinigiano dal 1º gennaio, se la Regione non modificherà questa data, avvierà l’iter per una convenzione con Campagnatico. Con questo saranno condivise tutte le funzioni del Comune e si darà vita ad altre convenzioni riguardanti ad esempio il Suap, la protezione civile, il personale, sia con Roccastrada che con Civitella Paganico».
L’importante è che, nel momento in cui si volesse dare il via a un procedimento di fusione o altro, Monticello e Castiglioncello Bandini, dopo essere stati informati con chiarezza del funzionamento dei servizi con le nuove convenzioni, siano anche liberi di poter esprimere la proprio volontà. «Noi rispettiamo la volontà popolare – dice il sindaco – e di questo abbiamo voluto tener conto nel consiglio comunale, lasciando aperta la porta all’autodeterminazione della popolazione».
Dal canto suo il capogruppo della minoranza, Giovanni Barbagli, che ha caldeggiato questa decisione, auspicando il passaggio di Monticello con Arcidosso in vista di una fusione fra Arcidosso, Castel del Piano e Seggiano, così commenta: «Siamo davvero soddisfatti che il consiglio comunale di Cinigiano, confermando alla unanimità il recesso dalla Unione dei comuni dell’Amiata grossetana, abbia nel contempo accolto anche la proposta della minoranza di aprire un confronto sul destino del territorio montano. C’è da sottolineare dunque che l’aspirazione degli abitanti della parte montana di Cinigiano fa un passo avanti concreto sulla ipotesi di aggregazione ad Arcidosso con un pronunciamento unanime del consiglio comunale al quale sono state consegnate le firme della popolazione monticellese raccolte, circa centosettanta. Un bel numero tanto che tutto il consiglio ha sottolineato l’importanza della volontà degli abitanti di decidere delle sorti del territorio dove sono nati, dove abitano e dove lavorano. Un confronto consiliare costruttivo sulle trasformazioni istituzionali e il riconoscimento del peso che hanno avuto i cittadini di Monticello con la loro petizione».
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