Il presidio
Scossone nella Giunta Il vicesindaco Radi lascia
Il numero due dell’amministrazione scarlinese: «Nel Pd non sono più a mio agio» Dopo mesi di difficile convivenza, riconsegna tutte le deleghe nelle mani di Stella
SCARLINO. C’è l’appoggio di Denis Verdini al governo di Matteo Renzi, quel segretario democratico da cui ormai Moreno Radi si sente sempre più lontano. Ma ci sono anche le beghe casalinghe, quelle battaglie non divise integralmente dal partito, che alla fine hanno pesato sulla decisione. Una su tutte: l’inceneritore. È in questa miscela di politica nazionale e locale che il vicesindaco di Scarlino ha rimesso il suo incarico e tutte le sua deleghe (lavori pubblici e decoro urbano, viabilità e trasporti, protezione civile). Le dimissioni sono state protocollate ieri mattina e se da una parte Radi non siederà più alla destra del primo cittadino Marcello Stella, dall’altra continuerà ad indossare i panni di consigliere comunale.
«Le dimissioni dai miei incarichi in amministrazione derivano dalla decisione di uscire dal Pd – spiega l’ormai ex vicesindaco – Purtroppo da tempo non mi sento più a mio agio in questo partito a cui avevo aderito con entusiasmo e in cui avevo riposto la mia fiducia e le mie aspettative, quelle di una persona da sempre legata ai valori e ai principi del mondo della Sinistra».
Per il momento le sue deleghe resteranno in mano a Stella, così da «non creare rallentamenti e disagi all'attività dell'amministrazione». Lo spiega il sindaco stesso, ringraziando Radi per l’impegno svolto fino ad oggi e ammettendo di essere dispiaciuto di aver perso «un assessore corretto e leale, che ha profuso tutto il suo impegno nel rispetto del ruolo assegnatogli e del rapporto fiduciario e di stima, che comunque rimane intatto».
Così dice Stella, che dal canto suo, sindaco indipendente, con il Pd è soltanto in coalizione. Perché il passo indietro del vicesindaco è frutto di tutta una serie di dinamiche in seno ai democratici, nazionali e scarlinesi, di cui Radi, per inciso, è stato coordinatore allo Scalo. Da una parte, infatti, ci sono le scelte della segreteria Renzi, che «mi hanno sempre più deluso», spiega Radi, anche se «delusione più grossa è stato vedere l’estrema disinvoltura con cui si cerca sempre più frequentemente l’appoggio e il sostegno di formazioni politiche che nulla hanno da condividere con un partito di centro sinistra». Il riferimento qui è all’appoggio al governo della formazione Ala di Verdini, a cui ha aderito anche la capogruppo dell’opposizione scarlinese Monica Faenzi. Dall’altra parte, poi, c’è «la realtà locale, dove le posizioni e le scelte prese su temi molto importanti per il nostro territorio mi trovano in disaccordo».
È stata una convivenza difficile quella in casa democratica per Radi, dalle elezioni del maggio 2014 fino ad oggi, dove gli scontri non sono mancati. Se vogliamo trovare un apice di questo «disaccordo», forse dobbiamo guardare alla vicenda inceneritore, dove l’ex vicesindaco si è schierato da subito accanto a Stella sul fronte del No, mentre il Pd scarlinese non ha mai speso una sola parola ufficiale. «Coerentemente alla mia decisione di lasciare il Pd, il partito con il quale mi sono presentato agli elettori, ho rimesso al sindaco le deleghe di assessore e di vice sindaco che mi aveva assegnato» conclude Radi.
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