Il presidio
Il sorriso di Elena spento per sempre da un’emorragia
Quindici indagati per la morte della giovane barista I dubbi del pm nella richiesta dell’autopsia
GROSSETO. Sono quindici gli indagati per la morte di Elena Sgaragli, la barista di 24 anni morta alle Scotte di Siena dove è arrivata in condizioni critiche. Ad ucciderla sarebbe stata un’emorragia cerebrale. Ma ci sono anche diversi altri punti da chiarire, oltre a quello dell’”errore medico”, secondo la Procura di Grosseto che ha aperto un fascicolo e che ha affidato le indagini sulla morte della ragazza ai carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Grosseto. La lista degli indagati infatti riporta 14 nomi e cognomi. Ma al quindicesimo posto c’è una casella ancora da barrare: un “persona da identificare”, come scrive il sostituto procuratore Laura D’Amelio che sta coordinando le indagini.
Ieri alle Scotte di Siena è stata effettuata l’autopsia sul corpo della ragazza e secondo il medico legale Marco Di Paolo, il sorriso di Elena si sarebbe spento per sempre a causa di un’emorragia cerebrale.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.12357304:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/10/30/news/barista-muore-a-24-anni-la-procura-apre-un-inchiesta-1.12357304]]
Ad essere stati iscritti nel registro degli indagati sono: Concetta Guzzo, 43 anni, Caterina Ragozzino, 32 anni, Salvatore Frisone, 44 anni, Antonella Eleonora Buscalferri, 61 anni, Cesare Vittori, 61 anni, Paola Castellani, 40 anni, Umberto Arrigucci, 58 anni, Giampaolo Vatti, 55 anni, Aldo Mariottini, 64 anni, tutti sanitari della rianimazione delle Scotte di Siena. Nel registro degli indagati sono stati iscritti anche alcuni medici e sanitari grossetani che hanno seguito Elena dal suo arrivo in ospedale, martedì alle 20,50, con la febbre e un forte mal di testa. Luca Giovannelli, 45 anni medico del pronto soccorso, Luigi Bianco, 41 anni, che lavora al 118, Loredana Tanzilli, 32 anni, Francesco Amalfitano, 56 anni, medico del pronto soccorso e il cardiologo Francesco De Sensi, 35 anni. Indagati, tutti, per omicidio colposo: un atto dovuto. Come prassi, la Procura ha “coinvolto” subito tutti coloro che in un primo momento hanno avuto qualcosa a che fare con il decesso, salvo poi scremare dall’elenco sulla base di accertamenti più approfonditi. Accertamenti che serviranno per fare chiarezza su una morte che ancora presenta qualche punto oscuro. Perché nell’avviso firmato dal sostituto procuratore Laura D’Amelio, l’ipotesi di reato non è soltanto quella ascrivibile ai medici. Ci sono anche quelle di morte in conseguenza ad altro reato legato allo spaccio di sostanze stupefacenti. E per questo, la casella che avrebbe dovuto contenere il nome del quindicesimo indagato è ancora in bianco.
Quando Elena è arrivata all’ospedale di Grosseto le sue condizioni erano gravissime. Ma qualche giorno prima, la ragazza, sarebbe stata trovata priva di sensi nella sua auto in un parcheggio vicino alla pineta di Castiglione della Pescaia. E già dalla prima ricognizione cadaverica sarebbe emerso che addosso aveva alcune contusioni e lesioni cutanee. È su questo che il pm D’Amelio ha chiesto al medico legale di far luce: «Verifichino - scrive il sostituto procuratore - se siano presenti sul corpo della vittima lesività riconducibili ad un’azione violenta, specificando, in caso positivo, ove possibile, le modalità aggressive che risultino compatibili con la tipologia di lesioni riscontrate».
Super tifosa del Milan, Elena aveva aperto il bar in via Trento che portava avanti con grande entusiasmo. Ma il suo arrivo in ospedale e la causa della sua morte non sembrano essere del tutto chiarite. I carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Grosseto hanno sequestrato le cartelle cliniche della ragazza. E starebbero lavorando all’ipotesi di una morte da trauma violento. Come se Elena fosse stata picchiata, probabilmente qualche giorno prima della sua richiesta d’aiuto al pronto soccorso per quella febbre e quel mal di testa che non passavano. Le risposte ora le daranno i medici e i carabinieri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
