Il presidio
I Pescatori: «Vogliamo il rinnovo al 2030»
La convenzione scade nel 2019 ma ci vorranno altri undici anni prima di saldare i prestiti richiesti
ORBETELLO. I Pescatori vogliono «il rinnovo della convenzione fino al 31 dicembre 2030». La richiesta è stata avanzata al comune di Orbetello da Pier Luigi Piro, presidente dei Pescatori di Orbetello.
Non è la prima richiesta di rinnovo: «La richiesta – specifica Piro – è già stata avanzata ufficialmente dall'amministrazione della controllata Orbetello Pesca lagunare il 21 febbraio e il 31 agosto». Il 31 dicembre 2030 corrisponde al giorno in cui i soci avranno potuto estinguere il prestito di 25.000 euro preso da ognuno di loro per ripopolare la laguna. «Viviamo da generazioni nella laguna di Orbetello – dice Piro – ed oggi vediamo il nostro futuro a rischio. I pescatori lavorano nelle acque della laguna dal 1945 e dal 1960 abbiamo sottoscritto la prima convenzione con il comune di Orbetello, mantenendo, a cose normali, sempre i nostri impegni».
L'ultima convenzione è stata rinnovata nel 1999 (scadrà nel 2019) e dopo quella data si sono verificati fatti che hanno minato la sicurezza e la tranquillità dell'azienda. «Fra i problemi – continua il presidente – uno dei principali è quello legato all'accumulo di metilmercurio nelle carni delle orate e delle spigole con il conseguente piano di autocontrollo e la successiva necessità di investimenti nelle semine e nella gestione delle analisi con costi di gestione fino a quel momento mai ipotizzati. Da segnalare c’è poi la riduzione della pesca delle anguille prevista dal piano regionale basato sulla normativa della Comunità europea o il rilascio delle anguille considerate in esubero. E poi c’è la riduzione della pesca nelle aree protette e sensibili».
Veniamo ai fatti più recenti che hanno messo in ginocchio l'azienda: l'alluvione del 2012 e la moria dello scorso luglio. Nel 2012 i Pescatori hanno subito circa tre milioni di euro di danni. «Per la salvaguardia delle persone - dice Piro – siamo stati costretti a sollevare i cancelli, il pesce è fuoriuscito e abbiamo vanificato anni di investimenti. Riguardo la moria non c'è molto da dire – continua – se non che abbiamo cercato di non mandare distrutta l'intera stagione turistica cosa che però - dice rammaricato il presidente – sembra che in pochi abbiano capito».
Dal 2007-2008 quindi, l'azienda ha dovuto mettere in pratica una campagna di semine di orate, cefali ed anguille che ha influito sui costi di gestione. «I soci nel 2014 hanno rinunciato alla tredicesima pur di mantenere il livello retributivo dei dipendenti». La richiesta è stata fatta in virtù di quanto prevede l'articolo 3 della convenzione “L'Amministrazione si riserva la facoltà di concedere una proroga della concession”.
I pescatori hanno esortato il Comune a spingere per il riconoscimento dello stato di calamità naturale e hanno chiesto la sospensione del canone fino al quando non verrà risarcito il danno. Ultima richiesta, «Mettere al tavolo dei lavori anche una rappresentanza della nostra azienda»
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