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Giglio, muore a 85 anni l’ex sindaco Ulivi

Giglio, muore a 85 anni l’ex sindaco Ulivi

ISOLA DEL GIGLIO. Il Giglio è in lutto per la morte dell’ex sindaco Giuseppe Ulivi. Sindacalista, giornalista, due volte primo cittadino, uomo di valore, Ulivi era nato il 24 marzo del 1930 al Giglio,...

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ISOLA DEL GIGLIO. Il Giglio è in lutto per la morte dell’ex sindaco Giuseppe Ulivi. Sindacalista, giornalista, due volte primo cittadino, uomo di valore, Ulivi era nato il 24 marzo del 1930 al Giglio, isola al quale è sempre stato legatissimo. Si è spento nella sua casa di Roma dove viveva 6 mesi all’anno. Lascia una moglie e una figlia. I funerali sono oggi alle 14,30 nella chiesa di Giglio Castello.

Ulivi aveva iniziato a calcare la strada del sindacalismo fin da giovane. Militante Dc, fu per la prima volta sindaco alla fine degli anni ’50 - nell’era della ricostruzione - traghettando l’isola dalle tradizionali attività basate su pesca, agricoltura e pastorizia a una nuova economia basata sul turismo. In quegli anni Ulivi organizzò all’isola del Giglio il premio Marconi per le migliori trasmissioni tivù e che vide madrina la figlia del celebre scienziato, Elettra Marconi. Nell’occasione - lo ricorda Armando Schiaffino, medico ed ex sindaco che lo ha conosciuto bene e stimato - «Giuseppe riuscì a portare sull’isola grandissimi nomi della cultura, come Carlo Bo ed Enzo Biagi. L’evento balzò all’attenzione dei media nazionali dando ampio lustro all’isola». Ulivi fu di nuovo sindaco per due anni a fine anni ’80. «Senza retorica, è stato davvero un grande personaggio e un grande uomo - continua Schiaffino - Una persona onesta che ha dedicato tutta la sua vita al sindacato». Esperto di grandi migrazioni, in particolare quelle degli italiani all’estero (quando gli italiani eravamo noi...), ha scritto anche un libro, “L’altra Italia”. È stato tra i fondatori dell’Ancim, associazione nazionale Comuni isole minori, battendosi per la progressiva conquista dei diritti insulari. «Negli anni ’70 - conclude Schiaffino - il Comune gigliese, sempre assetato perché non c’era acqua, contrasse un debito di un miliardo e mezzo di lire con una ditta milanese per le spese del vecchio dissalatore. Ci fu un dissesto economico e la ditta mise un’ipoteca sui bei comunali, tra cui il municipio, ma Giuseppe riuscì a risolvere la faccenda ottenendo fondi». Anche Attilio Brothel, altro ex sindaco, ricorda Ulivi come «un gigliese di grande impegno politico e profondo rigore morale. Indimenticato sindaco, amministratore pubblico di grande serietà e lungimiranza, lascia un vuoto incolmabile».

Elisabetta Giorgi

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