Il Tirreno

Grosseto

Coli porta l’Ascom in Tribunale

di Pierluigi Sposato
Coli porta l’Ascom in Tribunale

“Recesso anticipato”: l’ex direttore lamenta l’illegittimità e chiede il pagamento delle mensilità perse

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GROSSETO. Lo aveva detto, lo ha fatto. Paolo Coli - già direttore Ascom - è ricorso in Tribunale contro il licenziamento del giugno scorso, quando i vertici lo avevano estromesso dalla guida dell’associazione di via della Pace. Si tratta di un “recesso anticipato”, più propriamente, di cui adesso si dovranno occupare i giudici.

Coli, assistito dall’avvocato Marco Picchi, sostiene l’illegittimità del recesso «per giusta causa» come sostenuto da Ascom, per insussistenza dei motivi. E nel ricorso ha messo di nuovo nero su bianco le argomentazioni già espresse anche attraverso gli organi di informazione alcune settimane dopo il suo allontanamento.

Al centro della questione c’è la lettera del 1° giugno scorso, che segue a una contestazione disciplinare di qualche giorno prima relativa a prestazioni non autorizzate di assistenza fiscale e tributaria che Coli - che ha continuato a operare come libero professionista con autonoma partita Iva - aveva reso con la sua ditta. Una questione sollevata formalmente dalla presidente Carla Palmieri e di cui era poi venuta a conoscenza la giunta Ascom. Una lettera dura, come aveva ricordato chi aveva avuto modo di leggerla, tanto che Coli e il suo legale non escludono nel ricorso al Tribunale di procedere anche per tutelarsi da affermazioni non corrispondenti a verità. E comunque, sostiene l’ex direttore, la notula da alcune decine di migliaia di euro (datata 19 dicembre 2014) sulla quale è basata la contestazione è una «motivazione fittizia», dal momento che quella notula è ampiamente giustificata dall’attività resa da Coli e dalla sua società nei confronti di Ascomservizi srl, che è distinta e autonoma rispetto ad Ascom. Non solo le prestazioni elencate e di cui era stata richiesta la liquidazione sono state effettivamente rese ma neanche il cda di Ascomservizi, neanche il presidente, neanche il socio Cat le ha riconosciute come incongrue. Ascom e Ascomservizi sono soggetti autonomi, viene ribadito, ed estranei: nulla dunque può essere contestato a Coli e nulla ha a che vedere quella notula con la direzione generale dell’Ascom.

Paolo Coli era diventato direttore dei commercianti di via della Pace nell’agosto 2013 (allora il presidente era Filippo Lombardelli) e avrebbe dovuto rimanere in carica fino alla fine di agosto 2016. Il suo rapporto con l’associazione era cessato invece il 1° giugno scorso. Nel ricorso, Coli chiede un risarcimento pari alle mensilità perse in seguito all’estromissione. Come aveva dichiarato lui stesso, il suo stipendio ammontava a circa 750 euro mensili. Sono quindici i mesi persi: 11.250 euro, più o meno, è la cifra che Coli dovrebbe percepire qualora i giudici ritenessero fondate le ragioni del ricorrente. Adesso c’è solo da attendere che venga fissata la data dell’udienza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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