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Un orecchino d’oro per sostenere l’omicidio volontario

Un orecchino d’oro per sostenere l’omicidio volontario

C’è un dettaglio sul quale si è appuntata l’attenzione della Procura e della polizia che indaga sulla morte di Donata Muccio. Un orecchino, che la donna avrebbe indossato nel momento della morte e...

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C’è un dettaglio sul quale si è appuntata l’attenzione della Procura e della polizia che indaga sulla morte di Donata Muccio. Un orecchino, che la donna avrebbe indossato nel momento della morte e che non sarebbe poi stato trovato.

Giuseppe Di Gioia, ieri, ha reso dichiarazioni spontanee soltanto su questo aspetto. L’orecchino si sarebbe sfilato dal lobo dell’anziana madre quando è caduta per terra uccisa da un malore. Secondo la Procura invece l’uomo glielo avrebbe strappato. Un dettaglio importante per l’accusa, che dimostrerebbe così che in quell’appartamento tra madre e figlio ci sarebbe stato anche un contatto fisico. Una leggera colluttazione, come ipotizzato già in un primo momento, che avrebbe potuto mettere a dura prova il cuore dell’anziana che da tempo soffriva di disturbi cardiaci.

Giuseppe Di Gioia ha dato alcune spiegazioni, ha voluto parlare soltanto di quel dettaglio importante per le indagini.

Poi si è chiuso di nuovo nel silenzio prima che il giudice Bilisari decidesse la sua permanenza in carcere.

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