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Peep Pizzetti, 400 famiglie sono ancora nel caos
Domani in consiglio arriva la delibera per portare il debito fuori bilancio I Cinque Stelle attaccano il Comune, anche civica Lolini e Lega danno battaglia
GROSSETO. Più di 20mila euro da sborsare. E il sogno della casa che diviene un incubo: benvenuti al Peep Pizzetti.
La faccenda, piombata sulla schiena di chi voleva acquistare una casa e si è ritrovato a dover fare i conti con una causa, entra nel vivo. Ci sono oltre 8 milioni e 670mila euro da ripianare. E quei soldi ce li dovranno mettere le 390 famiglie coinvolte. Oltre cento grossetani sono pronti a impugnare il tutto e agire per vie legali. Insomma, l’affaire Pizzetti si fa rovente.
Domani arriva in consiglio il riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio da approvare. Ecco perché è attesa una seduta infuocata. Così, le forze di opposizione affinano le armi: c’è chi come il Movimento 5 stelle punta il dito sull’amministrazione; e chi, come la civica Lolini e la Lega nord, picchia sì duro sul Municipio, ma anche sulle cooperative accusate di non aver seguito a dovere la vicenda.
Sullo sfondo restano loro, le quasi 400 famiglie. Quelle che comprando un immobile in area popolare erano convinte di averlo pagato meno.
Gente che invece, a forza di sentenze, oggi si ritrova un debito da capogiro dettato da quel maledetto “salvo conguaglio” che campeggia in ogni contratto siglato a suo tempo tra cooperative e associati. Una beffa enorme.
«Anziché trovare un accordo con gli assegnatari – tuona Giacomo Gori, del M5s - il Comune porta avanti una proposta di delibera consiliare in cui è chiaro che a pagare saranno i cittadini. Questo non lo accettiamo, perché dagli studi delle carte che abbiamo fatto è evidente che l’amministrazione è responsabile di quel che è successo».
Il Movimento auspica il ritiro della delibera. «Altrimenti – rincara l’avvocato Claudio Fiori – ben 101 assegnatari sono pronti a muoversi legalmente per malafede contrattuale. L’ente ha taciuto informazioni fondamentali come il parere della commissione e l’azione legale delle signore Cavalli».
Senza considerare - come ricordano 5 stelle, Lega e civica Lolini - che la commissione provinciale ha un membro del Comune al proprio interno. Tirano bordate pure Mario Lolini (Lega nord) e Riccardo Megale (civica Lolini).
Per loro è imbarazzante il comportamento dell’amministrazione nella vicenda.
Così come imbarazzante è il modus operandi delle cooperative.
Megale ricorda d’aver convocato la commissione vigilanza e garanzia già il 18 novembre 2013. «E in quella circostanza l’allora assessore Luca Ceccarelli garantì di aver informato tutti a dovere». L’esponente della civica si è mosso. E molto. Tanto da avere richiesto un altro incontro, una commissione aperta alle cooperative. «Ma disertarono tutti i rappresentanti delle coop. Così come gli esponenti della maggioranza. Come mai, mi domando, non s’interessarono a dovere?». A parere di Mario Lolini le coop «hanno sottovalutato il problema. E, soprattutto, sbagliato nei confronti dei propri soci. Una colpa grave perché contraria allo statuto che indica il bene degli associati come punto cardine dell’azione di ogni coop. Una cosa è certa: noi – sbotta l’esponente del Carroccio – voteremo contro la delibera. E spero che la gente si renda conto della mala gestione che c’è stata in questa come in altre vicende».
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