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Condòmini furiosi «L’amministratore si è tenuto i soldi»
Dieci famiglie si sono viste staccare la corrente elettrica Lui è introvabile, il palazzo è in parte di proprietà dell’Epg
GROSSETO. In città se ne parla già da qualche giorno. I suoi colleghi sanno delle voci che circolano, dei problemi emersi in alcuni palazzi da lui amministrati. Sanno e tengono a prendere le distanze, qualunque tipo di responsabilità dovesse emergere. Nelle prossime ore arriverà anche la prima denuncia-querela ai carabinieri. Ieri intanto le vittime hanno contattato la redazione del nostro giornale. «Vogliamo che si sappia ciò che sta succedendo…».
Nel mirino di chi protesta c’è un professionista piuttosto conosciuto a Grosseto e nelle frazioni, fino a pochi mesi fa contitolare di uno studio che si occupa di amministrare condomìni, soprattutto nella zona di Gorarella. Considerato puntuale, affidabile, preciso e scrupoloso fino alla scoperta di una serie di mancati pagamenti.
«Si è reso irreperibile da settimane - spiegano le vittime - non risponde al telefono, ci dicono che avrebbe aperto una nuova attività, ma Grosseto è piccola. Non si scappa. E adesso è arrivato il momento di denunciare le sue malefatte».
Secondo i condòmini - che si ritengono truffati - l'uomo si sarebbe trattenuto le quote di un anno versate dai possessori degli appartamenti. Non solo, avrebbe chiuso anche alcuni conti correnti intestati ai condomìni amministrati. E' accaduto, per esempio, in via Toniolo, nella zona di Gorarella, ma la cosa potrebbe interessare altre gestioni.
Alcuni condòmini della palazzina di via Toniolo parlano a ruota libera. «Siamo una decina di famiglie e ci siamo resi conto dell'ammanco quando l'Enel, evidentemente dopo diverse bollettazioni non pagate, ha staccato la corrente condominiale mettendo al buio la scala e rendendo inutilizzabile l'ascensore, l'antenna televisiva centralizzata, la pulsantiera dei campanelli e l'autoclave». Nel fabbricato vivono diversi over 80, alcuni dei quali per qualche giorno sono rimasti reclusi nelle proprie abitazioni proprio perché non riescono a utilizzare l’ascensore. «Intanto siamo stati costretti a pagare 400 euro, autotassandoci, per riallacciare la corrente» - conferma un anziano, inviperito. Altri fanno sapere di aver contattato l'Epg, proprietaria di alcuni appartamenti, ricevendo conferma della chiusura dei conti correnti e della irreperibilità dell'amministratore.
Sergio Stefanelli (presidente dell'Epg) è informato. «Purtroppo è vero. In quel palazzo, a suo tempo interamente di nostra proprietà, oggi c'è una situazione mista: appartamenti nostri, altri privati, riscattati dagli affittuari. Avevamo un amministratore che, diciamolo, ci ha lasciato in questa brutta situazione. Non spetta a me giudicare. Faremo presto un'assemblea e ovviamente partirà la denuncia».
«Che qualcosa non quadrava - aggiunge una signora - l'ho intuito quando, fin dal maggio scorso, non sono riuscita a mettermi in contatto con lui. Noi abbiamo sempre pagato regolarmente le rate e oggi ci troviamo inadempienti verso le utenze, le riparazioni e persino le pulizie».
«Io e mia moglie siamo anziani, prendiamo poco di pensione - racconta un'altra coppia - e se non si trova subito una soluzione saremo costretti a trasferirci da mia figlia; poi ci sono due nostre vicine - rispettivamente di 83 e 90 anni - che sono recluse nei propri appartamenti del quarto e quinto piano, impossibilitate a scendere e salire le scale. Cosa accadrà adesso se si rompe l'ascensore o per le manutenzioni dei beni condominiali? Che fine hanno fatto i nostri soldi, oltre 7.500 euro versati negli ultimi mesi».
Presto, come detto, verrà sporta denuncia-querela, «perché quello che c'hanno fatto - conclude il figlio di una delle coppie residenti - è sicuramente un reato». Le supposizioni sono molteplici: «noi riteniamo - concludono in coro i condòmini - che l'uomo si sia impadronito e abbia speso i nostri soldi per fini diversi da quelli per cui gli erano stati consegnati. Insomma un'appropriazione indebita. Poi ha fatto perdere le proprie tracce. Adesso ci ritroviamo sulle spalle i conti dello stabile da pagare e chissà quali altre grane…».
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