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«Commercio abusivo fuori controllo, le istituzioni vigilino»
«Un giro d’affari di 1,8 miliardi di euro. Tanto è il fatturato stimato delle attività abusive del commercio su aree pubbliche, uno tra i comparti del commercio più colpiti in assoluto dal fenomeno...
«Un giro d’affari di 1,8 miliardi di euro. Tanto è il fatturato stimato delle attività abusive del commercio su aree pubbliche, uno tra i comparti del commercio più colpiti in assoluto dal fenomeno la cui crescita non danneggia solo le imprese, ma ha pesanti ricadute anche sul fisco: si stima in 941 milioni di euro il mancato gettito fiscale e contributivo ogni anno». È quanto emerge da un’indagine condotta da Anva (associazione nazionale venditori ambulanti) che martedi ha organizzato una mobilitazione nazionale sul tema abusivismo per presentare i risultati dell’indagine e sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica. Nell’occasione Anva Confesercenti di Grosseto ha incontrato il prefetto di Grosseto Anna Maria Manzone a cui ha espresso la preoccupazione della categoria. «L’esercito di venditori irregolari attivi in Italia - dice Anva - rischia di mettere in ginocchio il commercio ambulante che da solo rappresenta il 15% delle attività commerciali. La quota di operatori irregolari è ormai molto elevata: in Toscana, tra le dieci regioni più colpite dal fenomeno, si stima che a fianco dei circa 5.300 operatori ufficiali operino circa 1.060 operatori abusivi, con una incidenza del 20%. Dai mercati ai mercatini fino alle spiagge: il “fenomeno abusivi” segue i flussi di potenziali clienti, comparendo nei luoghi più frequentati. Non sono solo, quindi, le prossimità dei mercati tradizionali ad essere presi di mira: l’abusivismo è ancora più intenso nei mercatini dell’hobbistica e dell’antiquariato dove spesso è difficile distinguere l’operatore regolare da quello al di fuori delle regole. Considerando la natura illecita del fenomeno è difficile dare una quantificazione esatta dell’esercito di abusivi che opera in Italia. È però possibile, attraverso l’incrocio di banche dati istituzionali, stimare che in Italia sono in attività almeno 100mila irregolari». Le proposte di Anva contro l'abusivismo sono queste: «chiediamo che le banche dati di Unioncamere, Agenzia delle entrate e Inps siano messe in linea per evitare che iscrizioni “strumentali” facciano lievitare un numero di imprese di fatto inesistente. Proponiamo che ogni anno il registro delle imprese sia verificato, cancellando le imprese e le partite iva inattive.
Chiediamo una seria politica di controlli sull’abusivismo commerciale. Serve promuovere un cambiamento culturale».
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