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Oro portato via dal casolare: arrestato

Oro portato via dal casolare: arrestato

I proprietari lo hanno sorpreso mentre usciva dalla camera da letto, i carabinieri lo hanno trovato dietro a una siepe

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CAMPAGNATICO. Se si digita "Moktar" come nome di battesimo, il casellario risulta vuoto. Ma se si aggiunge una "h" i precedenti sono ben 33. Mokhtar Nasr, cittadino tunisino di 49 anni, comunque si chiami, ha un lungo curriculum criminale: lo stesso che ha portato il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi a chiedere la custodia in carcere dopo l'ennesimo furto e il giudice Andrea Stramenga a decidere per la permanenza dietro le sbarre, in attesa del processo per direttissima che sarà celebrato la prossima settimana.

Nasr è stato arrestato dai carabinieri di Campagnatico nel pomeriggio di domenica: furto e tentato furto. I militari erano stati chiamati da una famiglia abitante in località Sticcianese, dove abita una coppia di 75 e 71 anni. La donna, rientrando a casa poco prima delle 13, aveva trovato uno straniero che usciva dalla camera da letto: «Che fai? Chi sei?». L'uomo era sceso al piano inferiore (il casolare è su due piani) e nel piazzale aveva incontrato il compagno della donna. Alla vista di quest'ultimo, lo straniero aveva abbandonato lo zaino che portava a tracolla (l'uomo l'ha riconosciuto come proprio, lo usa per andare a caccia) e, inforcata una bicicletta si era allontanato. Ma nella fretta aveva sbagliato strada, perché quel sentiero portava solo in campagna. Fatte alcune centinaia di metri, Nasr aveva lasciato la bici e si era nascosto nella vegetazione del fiumicello vicino. E' qui che i carabinieri, avvertiti dalla donna, lo hanno trovato poco dopo. Nella tasca del giubbetto aveva alcuni oggetti: un anello in oro di fattura sarda, un altro con pietra ma di poco valore, un ciondolo costituito da una ghianda in oro. Oggetti riconosciuti dalla donna come sottratti dalla propria abitazione. C'erano anche degli oggetti da scasso, come un mazzuolo e uno scalpello.

Nasr era stato arrestato. Gli accertamenti avevano consentito di stabilire che lo straniero aveva rotto una zanzariera al piano terra e forzato la porta di ingresso in alluminio al piano superiore. Aveva visitato vari ambienti, rovistando ovunque e lasciando i cassetti aperti. I carabinieri avevano anche scattato foto dei luoghi.

Davanti al giudice Nasr ha ammesso le sue responsabilità. Ha spiegato di non aver lavoro e di essere ospite da un amico a Baccinello (sua la bici utilizzata per la fuga - ma non c'è stata denuncia, l'amico comunque ha anche fatto sapere ai carabinieri di non volerlo avere più in casa). Ha detto di aver bisogno di cure perché tossicodipendente e che se l'amico gli dava da mangiare e dormire per le medicine lui non sapeva come fare, né rivolgendosi al Sert né rivolgendosi alla Caritas: «La mia è una condizione disagiata - ha detto esprimendosi in un buon italiano - ecco perché ho fatto quello che ho fatto».

Arresto convalidato e carcere come unica soluzione, anche in considerazione del pericolo di reiterazione del reato, ha stabilito il giudice. L'avvocato d'ufficio Paolo Malasoma ha chiesto i termini per la difesa per valutare un rito alternativo, o un patteggiamento (ma la Procura ha manifestato dubbi per quanto riguarda la misura da infliggere) o un rito alternativo.

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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