Il presidio
Led discreti per il tappeto di raggi per il percorso archeologico
E sulla scarpata opposta colore blu per immaginare l’antico fossato
GROSSETO. «Quando entri in un ambiente l’illuminazione ti deve dare benessere». È questo, per l’architetto Stefano Sassi, ciò che fa la differenza tra l’illuminazione fatta con un palo della luce e quella di design. È volere troppo per le Mura?
Niente affatto secondo Sassi, autore con Stefano Saggina del metaprogetto di S4Lighting “Luce sulle Mura e sui segni della storia”. L’obiettivo, infatti, non è togliere via il buio per far vedere dove si mettono i piedi ma quello, molto più ambizioso, «di vivere – dice Sassi – questo oggetto bellissimo della città serenamente in ogni momento della giornata, di giorno e di notte».
Per il percorso archeologico dalla Rimembranza al Cassero il progetto prevede l’uso di apparecchi illuminanti customizzati, che tracciano linee di luce trasversali al percorso. Installati ciascuno all’attaccatura del contrafforte, sotto il parapetto, ogni dieci metri, proiettano una lama di luce discreta in modo alternato che valorizza lo stesso contrafforte e illumina i resti archeologici. «Pochi altri apparecchi di completamento – dice Sassi – potrebbero essere posizionati tra le fronde degli alberi, direzionati sui resti archeologici». L’intervento, spiega Sassi, è «minimale, sia da un punto di vista energetico, poiché la sorgente Led dà un’ottima qualità della luce, lunga durata e bassissimo consumo energetico, sia impiantistico, percettivo e luminoso. Insomma, luce dove serve e quanto basta».
Lo stesso apparecchio potrebbe illuminare i corridoi tra i filari dei cipressi nel Parco della Rimembranza, disposti a raggiera dall’obelisco.
Sassi immagina un’illuminazione delicata anche sulle Mura esterne, che si affacciano sul Vallo degli Arcieri, mentre per il Vallo la soluzione è più “ardita”. «Qui c’era un fossato a uso difensivo – dice Sassi – ebbene: la scarpata potrebbe essere delimitata con apparecchi piccoli e discreti con luce azzurrina o blu, che condurrà la memoria all’invaso d’acqua».
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