Il Tirreno

Grosseto

il giallo di via sauro

Anziana uccisa a Grosseto, il figlio resta in carcere

Francesca Gori
Gli avvocati Pollini e Ceraolo all'uscita del carcere, nel riquadro, Giuseppe Di Gioia (foto Bf)
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Gli avvocati Pollini e Ceraolo all'uscita del carcere, nel riquadro, Giuseppe Di Gioia (foto Bf)

Il giudice Marco Bilisari ha convalidato il fermo dell'uomo accusato di aver ucciso sua madre

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GROSSETO. E' durato poco più di un'ora l'interrogatorio di garanzia di Giuseppe Di Gioia, che dalle due di domenica 25 ottobre è rinchiuso nel carcere di Grosseto con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai vincoli di parentela. Secondo la Procura, il quarantasettenne che vive ad Albinia, avrebbe ucciso l'anziana madre, Donata Muccio di 85 anni, nel suo appartamento di via Sauro 100. Gli avvocati dell'uomo, Alessia Ceraolo e Sabrina Pollini presenteranno ricorso al tribunale della Libertà.

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Di Gioia, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe ucciso sua madre dopo una lite, anche se i primi risultati dell'autopsia non hanno rilevato segni di violenza sul corpo della donna. Il cuore di Donata non avrebbe retto alla lite avuta con il figlio dopo pranzo. La donna è morta e Di Gioia, per paura di essere accusato, avrebbe inscenato poi una rapina andata male mettendo a soqquadro la casa e facendo sparire alcuni oggetti che poi sono stati ritrovati dagli uomini della questura.

Il quarantasettenne, di fronte al giudice Marco Bilisari, si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha voluto fare alcune dichiarazioni spontanee per chiarire alcuni aspetti contestati dalla Procura. Per il momento quindi, resta nel carcere di Grosseto.

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