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Si torna a scavare nei segreti del medioevo

Si torna a scavare nei segreti del medioevo

Archeologi al lavoro a Vetricella e Cugnano grazie a un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro

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FOLLONICA. In Maremma si tornerà presto a scavare per fare luce sulla storia del nostro territorio in età medievale, in particolare per quanto riguarda le dinamiche economiche e commerciali. L’ambizioso obiettivo è possibile grazie al finanziamento di ben due milioni e mezzo di euro ricevuto dall’Università di Siena e dal professor Richard Hodges per il progetto quinquennale “Origini di una nuova unione economica (VII-XII secolo): risorse, paesaggi e strategie politiche nel Mediterraneo” (in sigla nEU-Med) che avrà come oggetto di ricerca l’area compresa tra i golfi di Follonica e Piombino e le Colline Metallifere.

Il finanziamento arriva al termine di una selezione molto severa in cui il progetto è passato al vaglio dall’European Research Council nell’ambito del programma Horizon 2020 per la ricerca scientifica. Il professor Richard Hodges, archeologo e attuale presidente dell’American University di Roma, avrà il ruolo di principal investigator del progetto portato avanti dal team dell’ateneo senese coordinato dalla professoressa Giovanna Bianchi; si tratta di un team multidisciplinare che vedrà impegnati archeologi del dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali ma anche ricercatori di altri dipartimenti sempre della città del Palio (Biotecnologie, Chimica e farmacia e Scienze della Terra). La ricerca interesserà in particolare l’area nord della nostra provincia e parte di quella di Livorno con il territorio di Piombino.

Coinvolti i comuni di Follonica, Scarlino, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo e Montieri, tra l’area dei Parchi della Val di Cornia e quella del Parco delle Colline Metallifere. In particolare sono previsti scavi in tre siti: Vetricella vicino Scarlino, Cugnano vicino Monterotondo Marittimo e Carlappiano). Per l’area al centro della ricerca di durata quinquennale gli studiosi non partono da zero perché è già disponibile una notevole quantità di dati, risultato di precedenti ricerche archeologiche condotte nell’ultimo trentennio dall’Università di Siena e avviate sotto il coordinamento del compianto professor Riccardo Francovich. La ricerca permetterà di impiegare sul campo dai 25 ai 30 giovani ricercatori italiani e stranieri che già collaborano con l’Università di Siena e altri centri di ricerca coinvolti nel progetto: per loro sono previste assegnazioni di borse di studio, di assegni di ricerca e di contratti di collaborazione. Notevoli anche le ricadute a livello culturale e didattico grazie allo svolgimento di seminari, laboratori e workshop durante le fasi di avanzamento del progetto.

Sara Landi

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