Meteo
Via il tiro a segno e case nell’ex caserma
Il demanio dismette tre aree nel capoluogo: la riconversione a scopi civili seguirà un iter urbanistico già avviato
GROSSETO. Beni dismessi che cambiano funzioni, case e uffici in arrivo, il tiro a segno trasferito altrove. Entro Natale il Comune di Grosseto firmerà un protocollo d’intesa con il Ministero della Difesa per valorizzare alcune aree cittadine di proprietà statale: una grossa operazione destinata, secondo l’assessore al patrimonio Paolo Borghi, a trasformare profondamente il volto della città. Le tre aree in questione sono l’ex caserma, il tiro a segno e parte di un’area dell’Aeronautica. Tre zone centrali del capoluogo che saranno valorizzate a scopi civili e su cui il Comune sta avviando un preciso iter urbanistico.
Di tutto questo si è parlato giovedì scorso a Roma durante un incontro tra Comune e Ministero della Difesa, presenti l’assessore Borghi e il generale Antonio Caporotundo. L’incontro ha interessato un sostanzioso spaccato di patrimonio statale, tra cui le tre aree citate e il faro delle Formiche.
I fari. Per gli undici fari italiani interessati dal progetto statale (di cui tre in Maremma) l’iter è già avviato e delineato. Con l’incontro di giovedì a Roma, spiega Borghi, «abbiamo definito con il ministero della Difesa la questione delle Formiche» che prosegue il suo lungo e complesso percorso burocratico. La gara è stata pubblicata due settimane fa e prevede una concessione della struttura per cinquant’anni a un euro a soggetti che valorizzino la struttura.
Al momento, dice l’assessore, «l’amministrazione comunale sta verificando la strumentazione urbanistica per rendere l’operazione conforme. Abbiamo già firmato una lettera d’intenti. Dovremo poi fare un’apposita variante che disciplini il faro per usi civili».
Le ipotesi aperte sono turistico-ricettiva e culturale-sportiva. «L’iter sta procedendo», dice l’assessore spiegando come Grosseto sia uno dei Comuni capofila. Entro il 16 dicembre si possono fare i sopralluoghi alla struttura.
Ex caserma Barbetti. L’incontro operativo, svolto sempre giovedì a Roma, si è poi focalizzato su altri beni del ministero della Difesa che sorgono nel capoluogo maremmano. Il Comune di Grosseto firmerà a breve (probabilmente entro Natale) un protocollo d’intesa con il ministero per valorizzare tre aree cittadine di proprietà statale. La prima è quella dell’ex caserma Barbetti sulla Senese. «Questa bellissima struttura – spiega Borghi – perderà le sue funzioni militari e sarà recuperata a scopi civili. Come Comune firmeremo il protocollo con Difesa servizi (che è di fatto il braccio operativo del ministero), protocollo che permetterà al Comune di valorizzare l’immobile con un’apposita variante».
Potrebbero quindi arrivare nuove abitazioni e uffici, o comunque ciò che sarà ritenuto più opportuno e rilevante da parte del ministero che conserva la proprietà. Il bene sarà svincolato dall’uso militare. Da quest’operazione, assicura Borghi, il Comune trarrà benefici economici. «La valorizzazione – spiega lui – comporta che, sulla base del decreto del 5 agosto del Ministero delle Finanze, dal 5 per cento al 15 per cento del maggior valore venga pagato al Comune». Risorse in arrivo per le casse municipali.
Tiro a segno. Anche per questa struttura del Tiro a segno nazionale, controllata dal Ministero della Difesa e che sorge in via Giulio Cesare, è in arrivo una sorta di rivoluzione. L’area – continua l’assessore – sarà ceduta gratuitamente al Comune a condizione che quest’ultimo realizzi la struttura da un’altra parte. «Stiamo cercando di individuare un’altra ubicazione dove trasferirlo. Con i soldi che si possono ricavare dalla vendita di quell’area e dalla sua valorizzazione, potremmo ricavare risorse necessarie per realizzarlo altrove». L’operazione sarebbe doppia. Se da una parte c’è una zona che può essere riqualificata, dall’altra un’altra struttura può sorgere a costo zero.
L’ultimo tassello è costituito da «una parte d'area che sorge sulle Collacchie: è proprietà dell’Aeronautica militare (sarà l’Aeronautica stessa a stabilire quale parte) e potrà anche questa essere svincolata dall’uso militare e utilizzata per scopi civili, di ricettività e impiantistica sportiva, sulla base degli indirizzi urbanistici che può dare il Comune con apposita variante. In linea di massima l’Aeronautica ha dato la propria disponibilità a rendere disponibile questo bene per ospitare il personale sia dell’Aeronautica militare che esterno».
Anche qui, «entro Natale contiamo di arrivare alla firma dell'accordo di programma con il ministro. Con la collaborazione del ministero della Difesa e di Difesa servizi, e grazie davvero al ministro Pinotti, donna illuminata, il Comune vuol dimostrare che possiamo utilizzare beni non più necessari alle forze armate, valorizzando un risultato economico per loro e al tempo stesso creando occupazione e portando un ritorno economico alla città, sulla base del decreto del ministero finanze».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
