Il Tirreno

Grosseto

Scuole “smembrate” No di dirigente e Comune

di Ivana Agostini

Rifiutata l’ipotesi di accorpamento tra i due licei e il Don Milani di Orbetello «Il rischio è quello di salvare un’autonomia per metterne a rischio altre»

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ORBETELLO. «Una decisione immotivata». Questo quello che pensa Enzo Sbrolli, dirigente dell’istituto superiore di istruzione statale Del Rosso e Da Verrazzano in merito alla decisione assunta dalla conferenza zonale tenutasi a Magliano il 15 ottobre e alla quale erano assenti sia Sbrolli che il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti.

Motivo di discussione era cercare di evitare che l’istituto comprensivo Don Milani di Orbetello perdesse la sua autonomia scolastica. La polemica intorno alla conferenza del 15 era nata per l’assenza del sindaco orbetellano che però aveva mandato in sua rappresentanza un funzionario, il quale aveva presentato la proposta del sindaco lagunare per cercare di scongiurare la perdita dell'autonomia. La proposta del sindaco chiedeva che Orbetello fosse unito a Capalbio. Ipotesi rigettata non solo dal sindaco capalbiese ma anche dagli altri componenti la conferenza. Il tutto era dovuto alla mancanza di 5 alunni che impedivano di raggiungere il limite dei 600 necessari per poter conservare l’autonomia scolastica. Un problema che la conferenza zonale ha risolto pensando di istituire l’istituto onnicomprensivo accorpando il Don Milani di Orbetello con i due licei, sempre di Orbetello, lo scientifico e il classico.

Una decisione a cui ha opposto un secco e unanime no il consiglio d’istituto del Del Rosso - Da Verrazzano dello scorso 21 ottobre. «L’istituto – spiega il dirigente - è nato nel 2011 da una forte volontà politica per cercare di venire incontro alle esigenze formative dell’utenza costituendo una un’entità che potesse avere un peso maggiore nei rapporti con enti e istituzioni. L’istituto - continua - negli ultimi quattro anni ha progressivamente aumentato il numero degli studenti che sono passati da 750 a circa 900. Tale ipotesi di un istituto onnicomprensivo è contraria al dpr 233 del 98 che prevede la costituzione di istituti onnicomprensivi solo nelle piccole isole, nei comuni montani, nonché nelle aree geografiche contraddistinte da specificità etniche o linguistiche, che si trovino in condizioni di particolare isolamento». Il timore è poi un altro: «lo scorporo ipotizzato provocherebbe un pericolo per il mantenimento dell’autonomia della scuola che comunque avrebbe numeri al limite essendo dubbia l’applicabilità della deroga per i comuni montani».

Concorde con quanto stabilito dal consiglio di istituto anche il Comune di Orbetello.

«Respingiamo l’ipotesi avanzata dalla conferenza zonale. L'area sud ha realizzato e conquistato nel tempo un’importante aggregazione di scuole superiori. Il Comune di Orbetello non vuole che tale situazione sia messa in discussione con uno smembramento amministrativo dell’omogeneità culturale dell’attuale aggregazione delle scuole superiori. Mantenere unito il polo delle superiori - conclude il Comune - costituisce un presidio che sia garanzia per la continuità nel tempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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