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Piano regolatore verso l’iter conclusivo
Il regolamento di Porto Ercole procede spedito: avviato uno studio sull’ecosistema e le specie marine
PORTO ERCOLE. Piano regolatore portuale di Porto Ercole, il regolamento va avanti spedito verso il suo iter conclusivo. Sarà il dottor Maurizio De Pirro a occuparsi della redazione, progettazione e studio di individuazione delle biocenosi nello specchio acqueo del porto.
Si tratta della comunità delle specie di un ecosistema che vive in un determinato ambiente. Così com’era avvenuto anche per il porto del Valle a Porto Santo Stefano, anche a Porto Ercole l’amministrazione comunale, se vorrà procedere spedita verso l’approvazione del piano, dovrà preoccuparsi delle specie marine animali e vegetali nello specchio acqueo. Il comune di Monte Argentario è dotato di un piano strutturale che risale al 1995, mentre nel 2011 era stata adottata la norma di salvaguardia che, dal luglio di quest’anno, ha perso efficacia.
Per non compromettere il futuro assetto delle aree portuali, il Comune potrà adottare solamente titoli concessori precari, a efficacia temporale limitata o comunque condizionata all’assenza di profili di contrasto con lo strumento da approvare. L’amministrazione dovrà provvedere in tempi rapidissimi a predisporre le documentazioni necessarie per l’approvazione del Prp di Porto Ercole. Per far questo il prossimo step è quello di procedere allo screening delle principali biocenosi presenti nello specchio acqueo, con elaborazione documentale e sul campo. L’incarico è stato affidato, in assenza di personale qualificato nell’organigramma comunale, a un professionista con particolare esperienza nelle attività richieste. È stato chiamato in causa il dottor Maurizio De Pirro, con studio a Porto Santo Stefano, che effettuerà gli studi per um costo di circa 4.500 euro per l’amministrazione. La documentazione è necessaria per approvare il piano regolatore portuale di Porto Ercole, cosa che l’amministrazione vorrebbe condurre entro fine anno, come dichiarato giorni fa dal sindaco Cerulli. Il quale spera che, «una volta ultimato il piano regolatore, le attuali attività portoercolesi si mettano insieme per fare un’offerta di gestione, evitando che un corpo estraneo prenda possesso del nostro porto».
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