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Grosseto

«Non avrebbe aperto la porta a nessuno»

«Non avrebbe aperto la porta a nessuno»

Non avrebbe mai aperto la porta di casa a nessuno. «Non usciva, se non raramente e non rispondeva nemmeno al citofono quando le suonavano il campanello». Franco Ceccarelli abita al piano di sotto...

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Non avrebbe mai aperto la porta di casa a nessuno. «Non usciva, se non raramente e non rispondeva nemmeno al citofono quando le suonavano il campanello». Franco Ceccarelli abita al piano di sotto dello stesso palazzo di via Sauro 100. Cifra tonda, quel civico. Un palazzo dove ci si conosce tutti. Ieri, quando Donata Muccio è morta, Franco non era in casa. «Sono arrivato poco dopo e mi hanno detto che era morta», racconta. In quell’angolo di via Nazario Sauro che sa ancora di quartiere popolare, con il bar, la lavanderia, il tabacchi e la ferramenta, si sono rincorse le ipotesi più diverse. «Dice che le sono entrati i ladri in casa - racconta un altro vicino - e che Donata è morta di paura. Era malata di cuore».

L’ottantacinquenne usciva di rado dalla sua abitazione. «A volte scendeva la mattina - dice Rossana Presenti, che abita pochi portoni più in là - faceva due chiacchiere e tornava a casa. Stava sempre affacciata alla finestra, a vedere quello che succedeva qui in strada. Era il suo modo per passare il tempo».

Ieri i vicini hanno visto arrivare il figlio Giuseppe, che ha pranzato con la mamma e poi lo hanno visto andare via intorno alle 14.30. Quando però è tornato insieme alla sorella Maria, Donata era già morta. «Io sono arrivato al negozio poco dopo, ero con mio figlio prima - dice Beppe Borgognoni, titolare della ferramenta Sauro - quando ho visto prima l’ambulanza, che però è andata via subito e con la barella vuota. Poi sono arrivati anche i poliziotti, ma speravo che Donata stesse bene e che non ci fosse stato bisogno del ricovero».

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