Il Tirreno

Grosseto

La derubano nella stanza d’ospedale

di Francesca Gori
La derubano nella stanza d’ospedale

Grosseto, ricoverata dopo un intervento, le sparisce il portafogli. E qualcuno la chiama al cellulare per chiederle il codice bancomat

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Le telecamere di videosorveglianza ci sono e sono state anche potenziate in tutte quelle zone comuni dell’ospedale per registrare il via vai di persone che ogni giorno entrano al Misericordia. E l’Asl ha anche rafforzato il servizio di vigilanza interna, con le guardie giurate che girano per l’ospedale.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11523466:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/05/30/news/contro-i-furti-in-ospedale-c-e-il-primario-detective-cosi-proteggo-il-reparto-1.11523466]]

Ma le telecamere, nelle stanze dove vengono ricoverati i pazienti, non possono ovviamente essere accese. E può succedere che qualcuno approfitti di questo per commettere dei furti.

A raccontare quello che è successo giovedì scorso nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Grosseto è una donna di trent’anni che era stata ricoverata per un delicatissimo intervento chirurgico. La donna stava uscendo dall’ospedale. Erano le 13,35 quando il suo cellulare ha squillato. Sul display ha letto «Privato» e ha risposto. «Era un uomo che mi ha detto di essere un maresciallo dei carabinieri e che aveva appena ritrovato il mio portafogli - spiega - io ho controllato e non lo avevo con me. C’erano solo 20 euro dentro e i documenti, ma non c’era il mio numero di cellulare». Quella telefonata ha messo in allarme la trentenne. «L’uomo mi ha chiesto il codice del mio Postamat - racconta - dicendo che solo dopo quella verifica avrebbe potuto fermare chi mi aveva rubato il portafogli. Mi ha spiegato che era stato trovato il ladro ma che senza quel codice non avrebbe potuto fare nulla».

La trentenne ovviamente non ha abboccato e ha chiamato subito i carabinieri per chiedere loro se quella pratica fosse normale. Dal comando di piazza La Marmora ovviamente è stato rispetto che non avrebbe dovuto comunicare alcunché. «Mi hanno invitata ad andare a sporgere denuncia e così ho fatto - dice ancora - e prima ho segnalato quello che era successo alla caposala del reparto». In quella stanza, dove la donna era stata ricoverata, del suo portafogli non c’era traccia. L’uomo che le ha telefonato aveva detto di averlo trovato alla stazione e di aver fermato alcune persone. Ma non era vero.

La trentenne è andata subito dai carabinieri a sporgere la denuncia e il suo portafogli è stato ritrovato il giorno dopo in ospedale. Mancavano però i venti euro che aveva con sé e i documenti.

«È la seconda volta che mi succede - racconta - la prima volta è capitato a giugno quando dalla camera mi hanno portato via un paio di occhiali, il cellulare, un pigiama e un libro. Ma quello che è capitato questa volta ha dell’incredibile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera