Il Tirreno

Grosseto

«Cinigiano? Meglio nozze con Montalcino»

di Fiora Bonelli
«Cinigiano? Meglio nozze con Montalcino»

Addio all’Unione dei Comuni amiatini. E dal presidente della Pro Loco arriva una proposta a sorpresa

3 MINUTI DI LETTURA





CINIGIANO. Altra proposta di matrimonio per Cinigiano che sta uscendo dall’Unione comuni Amiata grossetana preparandosi alle nozze con Civitella Paganico e/o Campagnatico. Ma c’è chi guarda, invece, alla provincia di Siena e alla sua punta di diamante, Montalcino patria del Brunello. Quest’ultima campana la suona Massimo Fabiani, presidente della Pro Loco di Cinigiano ed ex assessore cinigianese che propone appunto l’unione di Cinigiano con Montalcino, un’idea già da lui espressa due anni fa e poi rimasta nel cassetto.

«L’idea proposta dall’amministrazione comunale di Cinigiano di abbandonare l’Unione dei Comuni amiatini, dopo pochi anni dalla costituzione, mi lascia un po’ perplesso. Mi sarebbe piaciuto che la cosa prima di arrivare in consiglio comunale, anche se per un semplice atto di indirizzo, fosse ampiamente discussa fra la gente. Non mi sento di osteggiare la nuova scelta amministrativa, ma più semplicemente avrei voluto vedere una bilancia con i due piatti ben colmi di numeri e situazioni e alla fine verificare da quale parte pendesse uno dei piatti».

Invece Cinigiano ha scelto e ha incontrato i cittadini dopo la scelta. Ma si è trovato i bastoni di Monticello fra le ruote. Fabiani reputa “legittima” l’intenzione dei Monticellesi, che intendono lasciare Cinigiano e affiancarsi alla vicina Arcidosso: «Legittima se si adducono questioni di territorio e tradizioni _ chiarisce Fabiani_ del resto il mio credo ha sempre reputato sovrana la scelta popolare». Fabiani rammenta la costituzione di Cinigiano in Comune: «La decisione presa a suo tempo di mettere insieme nello stesso Comune di Cinigiano paesi sicuramente diversi in tutto, fu un po’ strana e tenne conto solo di certi interessi. I tre paesi principali sono accomunati solo dal santo patrono: San Michele. La totale diversità delle frazioni di Cinigiano che doveva essere valore aggiunto e fulcro di sviluppo purtroppo non è stata “sfruttata” a pieno. Non rimane che recitare il mea culpa, anche se tutto il latte non è stato versato e un territorio comunale come il nostro rimane sicuramente fra i più interessanti della Toscana. In un diametro di venti chilometri si passa dai pochi metri sul livello del mare fino agli oltre mille metri di Poggio all’Olmo. Dalle alborelle che costeggiano i fiumi di Orcia e Ombrone ai lecci della macchia mediterranea, fino ai castagni. Dalle coltivazioni di grano, alle splendide colline ricamate di viti e olivi alle suggestive pendici amiatine ricche di castagneti. Produzioni, di alta qualità riconosciuta anche dalle certificazioni Dop e Docg. Un vero e proprio campo già seminato, del quale siamo ancora in attesa di un buon raccolto».

E qui Fabiani lancia la sua proposta, unirsi con Montalcino: «Per Cinigiano _ dice _ si parla di una futura collaborazione con Campagnatico o Civitella. Secondo me, invece, il territorio di Cinigiano, e ancor di più senza Monticello, è assai più affine a Montalcino. Per il suo territorio, per la gente, per le tradizioni, per l’economia. Due anni fa la mia idea si arenò in partenza, la trattativa fu impedita in quanto i due Comuni appartenevano a due Province diverse. Oggi che delle stesse si è celebrato il funerale, credo che la mia proposta torni interessante. Montalcino è affine a Cinigiano per conformazione idrogeologica, economia, vino e olio. Vi sono addirittura gli stessi cognomi, la stessa cadenza dialettale, stesse parole. Anche nella gastronomia, sono molte se non quasi tutte le pietanze tradizionali comuni, in prima fila i rivolti e la scottiglia di pane. E non ultimo, scambio di imprenditori e maestranze Cinigiano-Montalcino. La mia è un’idea, un conto fatto senza l’oste, ma non è detto: a volte i conti dell’oste e dei commensali combaciano».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera