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Tonnellate di legname in attesa d’essere smaltite
I siti di stoccaggio di Marina e Principina sono tuttora invasi di materiale La Regione assicura 150.000 euro, il Comune deve attingere al Fondo di riserva
MARINA DI GROSSETO. Due mesi dopo la piena dell’Ombrone che ha devastato la costa soffocando di legname il litorale grossetano - e dopo l’imponente pulizia estiva comunale - la costa è tornata a posto ma la partita è ancora ben lontana dall’essere chiusa sotto il profilo ambientale ed economico. Tonnellate di rami e giganteschi tronchi riempiono tuttora i parcheggi di Marina di Grosseto e Principina. Tonnellate di materiale portato via dalle spiagge aspettano ancora d’essere smaltite, ridotte a cippato o - se “rifiuti” - portate in discarica.
Siamo ancora entro i limiti dettati dall’ordinanza sindacale che aveva dato 90 giorni di tempo perché il materiale fosse portato via dai siti di stoccaggio (la scadenza è a fine novembre), ma per quella data c’è ancora parecchio lavoro da fare. Il Comune ha affidato l’incarico dello smaltimento del legname alla ditta Sit, ma la preoccupazione economica pesa molto. In questi giorni la Regione ha comunicato al Comune di voler dare un contributo di 150mila euro; gli uffici municipali stanno intanto valutando di attingere al proprio Fondo di riserva.
Per quanto riguarda i “costi” del disastro ambientale, non c’è ancora una stima ufficiale di tutto quel che il Comune ha dovuto e deve ancora spendere per affrontare pulizia, stoccaggio e smaltimento. Su questo l’ente non può ancora né vuole sbilanciarsi. Certo è che, se inizialmente si era parlato di 1 milione di euro complessivi, il costo è stato poi ridimensionato lavorando sul capitolo del “cippato” che consentirebbe un abbattimento rispetto alla discarica. Naturalmente «si tratta di diverse centinaia di mila euro tra pulizia e stoccaggio», dice l’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci. Le operazioni salva-litorale sono state complesse e suddivise in più fasi. D’estate il Comune, come ufficio Demanio, aveva affidato i primi lavori di pulizia alla ditta Ecoambiente. Poi è subentrato l’ufficio Lavori pubblici che con procedura d’urgenza ha affidato l'incarico ad altre due ditte grossetane. Com’è noto la prima fase - quella della pulizia dell’arenile e del successivo deposito nei punti di stoccaggio - si è conclusa da tempo consentendo alla costa di ripristinare il suo aspetto originario. È tuttora aperta invece l’altra partita: quella della selezione del materiale stoccato (tra legna trattabile come cippato e rifiuto destinato alla discarica) e del suo trasporto alle destinazioni finali (impianti del cippato o discarica). In questo caso il Comune - spiega Monaci - «ha verificato quali ditte fossero disponibili e ha chiesto loro di fare le loro offerte. Alla fine, sempre con procedura d'urgenza, abbiamo affidato il servizio alla Sit che ci ha fatto un’offerta inferiore e più vantaggiosa di altre». La Sit deve dunque liberare la legna ancora presente nei punti di stoccaggio: a Marina nel parcheggio di fronte alle colonie, a Principina nell’ultimo parcheggio oltre la Pétite Europe e e negli stradelli che costeggiano la spiaggia (sempre di fronte al parcheggio).
Le imprese che finora hanno svolto il lavoro non sono ancora state pagate dal Comune, che si è trovato in una situazione certamente imprevista e disastrosa per le casse pubbliche. Hanno comunque stilato il loro consuntivo e lo hanno consegnato ai dirigenti degli uffici Demanio e dei Lavori pubblici. Come riuscirà il Comune a saldare i conti? Intanto in questi giorni «abbiamo saputo - dice Monaci - che la Regione Toscana ci darà 150mila euro». Si tratta certo di una boccata d’ossigeno, anche se per l’operazione di pulizia della spiaggia suddivisa in 3 ditte, per la selezione e lo smaltimento delle legna i costi sono certamente molto più elevato. Così il Comune deve attingere al suo Fondo di riserva.
Tra soldi messi dalla Regione (la Ragioneria potrà certificare a breve l’entrata da Firenze) più il fondo di riserva, il palazzo municipale spera di saldare quanto prima i conti in ospeso con le ditte e con il disastro che ha devastato la costa.
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